Terrorismo, se Al Qaeda cerca adepti

Di fronte al nuovo allarme terrorismo lanciato dagli Stati Uniti e immediatamente recepito dai principali governi europei ("La minaccia non è mai stata così grande" ha detto Bernard Squarcini, capo della polizia francese) bisogna porsi due domande:
1) Come mai Al Qaeda, che non è più riuscito a mettere a segno un solo attentato importante dopo quello alla metropolitana di Londra e ha subito negli ultimi mesi la perdita di numerosi importanti dirigenti ad opera degli aerei senza pilota della CIA sarebbe ora in grado di minacciare contemporaneamente obbiettivi diversi come la Tour Eiffel, la stazione centrale di Berlino e la famiglia reale inglese?
2) È ipotizzabile che la presunta fonte della imminenza di nuovi attacchi, il cittadino tedesco di origine pakistana Ahmed Siddiqi, attualmente detenuto dagli americani in Afghanistan, si sia inventato tutto o almeno abbia esagerato il pericolo allo scopo di diffondere il panico in Europa, danneggiarne l'economia e affondarne le Borse?
Alla prima domanda è relativamente facile rispondere. Per quanto Osama Bin Laden e i suoi principali quadri siano costretti a starsene rintanati nelle zone tribali del Pakistan, essi sono riusciti, soprattutto tramite Internet, a reclutare un certo numero di attivisti nelle comunità islamiche di Francia, Germania e Gran Bretagna (e, in misura minore, di Spagna e Italia), a convincerli a venire ad addestrarsi nei campi di cui tuttora dispongono e a ritornare poi in Europa a preparare attentati. Poiché molti di costoro sono ormai cittadini dei Paesi in cui risiedono, è molto difficile controllarne le mosse.
Fino adesso, i servizi occidentali sono sempre riusciti a intercettarli prima che passassero all'azione, ma non è da escludere che un certo numero siano riusciti a sottrarsi alla caccia e stiano davvero preparando le azioni in grande stile di cui parlano in queste ore i media. Ormai da un paio d'anni, essi possono contare sul sostegno di Al Qaeda nel Magreb, l'organizzazione in cui sono confluiti i superstiti della guerra civile algerina e gli estremisti di Marocco e Tunisia e che può contare su molti infiltrati in Europa.
Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, la mente dietro i nuovi terroristi con passaporto europeo sarebbe Yunis Al-Mauretani, attualmente numero tre di Al Qaeda, che come dice il suo stesso nome di battaglia, è di origine nordafricana. Sebbene all'allarme non siano seguiti, per quanto si sappia, arresti - con la possibile eccezione dell'algerino fermato a Napoli - è comunque probabile che le "rivelazioni" di Siddiqi, e le conseguenti accentuate misure di sicurezza, abbiamo costretto le varie cellule perlomeno a rinviare, e forse anche a modificare i loro piani.

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