Rossi: "Domani affaticati? Avendo vinto, saremo meno stanchi"

Le assenze a centrocampo costringono il tecnico rosanero a scelte obbligate contro la Fiorentina. E poi uun invito: "Basta paragoni con la scorsa stagione"

PALERMO. Il Palermo ha giocato 48 ore fa. La Fiorentina, invece, senza l’impegno delle coppe europee, ha avuto tutta la settimana per preparare la sfida ai rosanero. Delio Rossi sa bene che questo sarà il problema principale quest’anno, ma è convinto anche che le vittorie possono avere un effetto rigenerante sulla squadra. «I tempi di recupero e di preparazione di una gara sono stretti e, dunque, dobbiamo fare di necessità virtù. Ma giovedì abbiamo vinto, e se vinci, sei meno stanco». Tornando proprio sulla gara di coppa, Rossi, intervenuto oggi in conferenza stampa a Boccadifalco, ha chiarito cosa gli è piaciuto di meno nella sfida di giovedì. «Col Losanna abbiamo peccato, in alcuni momenti, di raziocinio tattico, soprattutto in fase di non possesso palla. Poi tutto è stato compensato dall’orgoglio e dalla voglia che la squadra ha messo in campo». Domani, invece, al franchi si scontreranno due squadre che, fino a questo momento, hanno molte cose in comune. Entrambe hanno 5 punti in classifica, frutto di prestazioni e risultati altalenanti, e, inoltre, Fiorentina e Palermo sono due società che puntano forte sui giovani. E perché no, le due società stimano molto Delio Rossi, che, però, ha smentito qualsiasi ammiccamento estivo da parte dei viola. E il tecnico di Rimini, per battere la squadra allenata dall’ex Catania Mihajlovic, dovrà ricorrere a scelte obbligate soprattutto in difesa e attacco, viste le condizioni non ancora al top di Goian e le assenze per infortunio di Liverani e Rigoni. Al Franchi, dunque, il coach rosanero potrebbe ripresentarsi con la stessa formazione che ha trionfato a Torino, con il ritorno in campo dei due sloveni. Infine, Rossi ha rivolto un invito a tutto l’ambiente a non fare paragoni col lo scorso campionato, e spiega anche il perché. «È cambiato tutto quest’anno. Sono arrivati giocatori completamente diversi rispetto a chi è andato via. E, paradossalmente, sono cambiati anche i calciatori che sono rimasti. Perché alcuni sono cresciuti e sono cambiate, per questo motivo, anche le gerarchie».  

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