Palermo, accusato di molestie: assoluzione in appello

L’uomo, 40 anni, era stato accusato di aver toccato nelle parti intime un ragazzina. Dopo la condanna in primo grado, dimostrata la piena estraneità

PALERMO. Condannato a due anni e mezzo in primo grado, con l’accusa di avere molestato una vicina di casa, un uomo di 40 anni, F.G., è stato assolto, «perché il fatto non sussiste», dalla seconda sezione della Corte d’appello. La ragazzina sarebbe stata toccata nelle parti intime quando era poco più di una bambina, dato che aveva solo 14 anni. Ma la prova non ha retto e i giudici hanno assolto l’imputato, accogliendo la tesi dell’avvocato Giuseppe Pinella.
I fatti risalivano all’estate del 2003: l’imputato era stato accusato di avere approfittato di una particolare situazione, nel momento in cui la ragazzina era appoggiata alla finestra della scala condominiale; l’uomo l’avrebbe così sorpresa alle spalle, toccandola. L’avvocato Pinella ha dimostrato, nel giudizio di secondo grado, che i rapporti tra le famiglie della «persona offesa» e dell’imputato erano tesissimi: i due nuclei familiari litigavano spesso, perché proprio F.G. rimproverava la ragazzina, che molto spesso teneva alto il volume della radio.
Le «ragioni di risentimento» della vittima delle presunte molestie erano dunque evidenti, ha sostenuto la difesa. Altri elementi di contraddizione erano emersi anche nel corso del processo di primo grado: la quattordicenne si era decisa fra l’altro a lanciare le proprie accuse solo quando la polizia intervenne per sedare l’ennesimo litigio tra l’imputato e i cugini della ragazzina, intervenuti a difenderla dopo altri aspri rimproveri. Tutto questo ha indotto la Corte d’appello a «riformare» la sentenza e ad assolvere F.G. con formula piena.

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