Casini al lavoro per rifondare l’Udc siciliano

La scissione nello scudocrociato ha già provocato una campagna acquisti che parte dall’Ars e arriva nei piccoli Comuni

PALERMO. Casini è al lavoro per rifondare l’Udc in Sicilia. Gli ex centristi di Saverio Romano, che hanno dato vita al nuovo partito, continuano a sottrargli pezzi. La scissione nello scudocrociato ha già provocato una campagna acquisti che parte dall’Ars e arriva nei piccoli Comuni.
Il caso ha agitato anche la giornata a Montecitorio. Pier Ferdinando Casini ha accusato Angelino Alfano di essere «il grande regista dell’operazione» che ha portato 4 deputati alla Camera e 8 all’Ars fra le braccia di Berlusconi. «Queste cose vanno dette - ha urlato Casini alla Camera agitando il dito verso il ministro - sarebbe meglio che tornassi a occuparti di giustizia». Alfano non ha replicato ma in aula si è mostrato turbato. Già in mattinata le scintille non erano mancate perché Saverio Romano ha accusato Casini di avergli «offerto un ministero in un ipotetico governo Pd-Udc in cambio del sostegno dei siciliani all’operazione». La replica del segretario è stata durissima: «Falsità dettate dalla disperazione di chi si appresta a votare per Berlusconi con un clamoroso voltafaccia di cui risponderà agli elettori».
Nel frattempo in Sicilia Giampiero D’Alia e Giovanni Ardizzone stanno tentando più di un deputato all’Ars. All’Udc guardano almeno 4 ex Pdl (area ribelli): la trapanese Giulia Adamo, il palermitano Giovanni Greco e i due catanesi Guglielmo Scammacca e Giovanni Cristaudo. L’accordo non è ancora chiuso, anche perché a questo gruppo di delusi dal Pdl guardano anche i vertici di Mpa e Api. Nel Trapanese l’Udc di Casini potrebbe riaccogliere anche Massimo Grillo. Mentre di certo perderà il presidente della Provincia, Mimmo Turano, che aderirà ai Popolari per l’Italia di Domani.
I colpi di scena nell’area Casini potrebbero però essere legati a Riccardo Savona e Nuccio Cusumano. Il presidente della commissione Bilancio dell’Ars, eletto a Palermo con 13 mila voti, era stato espulso dall’Udc in estate perchè ritenuto vicino alle posizioni di Lombardo. Ma ora che i centristi sono entrati nel governo, potrebbe scattare la sanatoria. Savona tace ma i contatti con Lorenzo Cesa sono in corso da giorni.
L’agrigentino Cusumano è il leader del movimento Democratici e Liberi, oggi dentro il Pd, nato proprio per raccogliere le voci critiche. Già presente anche a Trapani, il movimento sarà presto presentato a Caltanissetta e quando ha toccato Palermo al battesimo c’era proprio quell’Andrea Piraino poi diventato assessore al Lavoro in quota Udc. Cusumano ha smentito nelle scorse settimane un addio al Pd ma ieri non ha nascosto che «il progetto di Casini lo considero interessante da parecchio tempo».
Ieri, poi, Orazio Ragusa - uno degli otto deputati all’Ars annunciati fra gli aderenti al nuovo partito di Romano e Cuffaro - ha frenato, confermando indirettamente i contatti in corso con Casini: «È mio dovere precisare che non ho fatto alcuna scelta». Casini avrebbe invece già avuto garanzie da un altro Udc di ritorno, il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto: non a caso presente sabato scorso alla convention di Messina.
Ma proprio da Agrigento, feudo cuffariano, è partito lo smottamento dell’Udc. Il gruppo consiliare si è del tutto svuotato: Giuseppe Salsedo, Giuseppe Gramaglia, Giuseppe Cumbo, Giovanni Civilità, Elisa Virone e Ennio Saeva hanno aderito a Popolari per l’Italia di domani. E lo stesso ha fatto Angelo Principato, eletto con una lista civica. E a Ribera l’Udc ha perso il sindaco: Carmelo Pace ha scelto Romano.
A Ragusa, Franco Antoci, presidente della Provincia, ha scelto Casini mentre il gruppo di cinque consiglieri vicino al vicesindaco Giovanni Cosentini sta aderendo a Popolari per l’Italia di domani. A Siracusa Pippo Gianni dovrebbe essere riuscito a trascinare nel nuovo partito l’intera delegazione al Comune e alla Provincia. Lì le redini dell’Udc potrebbero passare a Fausto Spagna, ex leader all’Ars dei Popolari, presente a Messina sabato: «Resto amico di Cuffaro - ha detto Spagna - e sto ancora valutando. Anche se penso che la posizione di Casini va rafforzata, non si può lasciare solo il segretario».

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