Minacce a Lo Monaco, 2 condanne

Il dirigente rossazzurro ricevette nella sede della società una busta con un proiettile calibro 38. Per entrambi 8 mesi di reclusione

CATANIA. Il Gup Marina Rizza ha condannato a 8 mesi di reclusione, pena sospesa, i due presunti autori di minacce gravi nei confronti dell'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che ricevette nella sede della società una busta a lui indirizzata con un proiettile calibro 38 inesploso, oltre a telefonate e messaggi intimidatori. Nei confronti di Domenico Mafrica 42 anni, di Reggio Calabria, e Salvatore Scalia, 48, di San Luca, il giudice ha derubricato il reato a minacce e violenza privata, mentre la Procura aveva contestato il tentativo di estorsione, chiedendo la condanna a 3 anni ciascuno.
Secondo quanto emerso da indagini della Digos, la vicenda si inquadrerebbe nell'ambito di diverbi tra la società e un procuratore sportivo, che con un amico avrebbe sollecitato Lo Monaco affinché un giocatore della Primavera esordisse in Serie A. Nella ricostruzione della Procura, dopo ripetuti rifiuti l'uomo avrebbe alzato i toni passando dalle telefonate ai messaggi di minacce fino ad arrivare all'invio del proiettile. La busta, spedita da Giardini Naxos (Messina), secondo la tesi dell'accusa sarebbe servita per costringere Lo Monaco ad adoperarsi per svincolare dalla società il giovane calciatore o per farlo esordire in A, cosa non avvenuta, per fare lievitare il valore del cartellino del giocatore.

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