Imitano i mafiosi e chiedono il pizzo: due arresti a Termini Imerse

In manette sono finiti Giuseppe La Barbera e Antonino Vittorino, due disoccupati che minacciavano, con telefonate e lettere anonime, un ingegnere per costringerlo a pagare 50.000 euro

PALERMO. I carabinieri hanno arrestato in flagranza, per estorsione, Giuseppe La Barbera, 36 anni, e Antonino Vittorino, 27 anni. I due, disoccupati, imitando i metodi del racket mafioso, minacciavano, con telefonate e lettere anonime, un ingegnere di Termini Imerese, titolare di uno studio tecnico, per costringerlo a pagare 50.000 euro.
La vittima, che non aveva una somma così alta a disposizione e spaventata per le minacce di morte subite, si è rivolta ai carabinieri della Stazione di Termini, che hanno avviato le indagini coordinate dal Gruppo di Monreale.
Dalle lettere anonime i due sono passati alle telefonate intimidatorie, fissando anche una data ed un luogo per riscuotere il denaro. I militari allora hanno organizzato un servizio di osservazione della zona riuscendo a controllare a distanza le fasi dello scambio di denaro.
Dopo che la vittima ha lasciato sul posto il plico con i soldi sono arrivati i due "riscossori" che, non sapendo della presenza degli investigatori, hanno raccolto il pacco e sono fuggiti via. Circondati dai militari in borghese, i due hanno tentato, invano, di scappare a piedi ma sono stati fermati.

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