Discariche, azioni forti contro l’inciviltà

Via Lanza di Scalea è una strada larga. Corre veloce dal centro allo Zen. È fiancheggiata da aiuole verdissime. Alberi di piccolo e alto fusto suggeriscono visioni invitanti. Gite domenicali nei prati. Colori da fissare in foto ricordo. Pranzi e giochi all’aria aperta... Ma oltre rami e cespugli c’è il degrado. Spiazzi e slarghi che si incrociano. E ospitano immondizie di ogni genere. Rifiuti leggeri di cartacce e sacchetti. Rifiuti pesanti di frigoriferi, di lavatrici e copertoni. Non mancano le siringhe. E poi la puzza. Una puzza indescrivibile e permanente.
Quando arriviamo, a bordo del nostro camper, sono all’opera gli uomini dell’Amia. Il loro capo allarga le braccia: “Dopo tre giorni saremo punto e a capo”. È il copione maledetto che si ripete. Si rimuove. Impiego di uomini e soldi. Ma è acqua nel colabrodo. Dopo le zone restano scoperte. Niente controlli. Niente sorveglianze. Niente prevenzione. Si è parlato di telecamere. Non arrivano. Non mancano i vertici. Uno, importantissimo, in prefettura, è di venti giorni fa. Ma nel concreto le discariche restano. Anzi aumentano. Si riformano sempre. Non finiscono mai.
Si può continuare così? Si sa cosa c’è dietro. Tanta inciviltà diffusa ma anche comportamenti criminali e illegali. Aziende piccole e medie che scaricano fuori dalle regole affidandosi a faccendieri clandestini. Così abbattono i costi a basso rischio. Ci vogliono azioni forti, di buona amministrazione e di ordine pubblico insieme. Comune, Amia, forze dell’ordine. Se necessario anche l’esercito. Non mancano gli impegni. Ma vediamo discariche ancora. Discariche sempre?

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