Lombardo: "La Sicilia come la Catalogna"

Il governatore suona la carica sul suo blog: "Dobbiamo sfruttare autonomia e partito del territorio, lo hanno fatto altre regioni europee, noi possiamo riuscirci"

PALERMO. Partito del territorio e autonomia. Ingredienti di una ricetta che, se combinati bene, potrebbero trasformare la Sicilia in una nuova Catalogna. Almeno secondo Raffaele Lombardo, presidente della Regione, che attraverso il suo blog riporta uno stralcio dell'intervento alla Festa dell'Autonomia e suona la carica al nuovo governo, il quarto della sua era.
“La Sicilia degli sprechi – dice il governatore – la regione dei privilegi di cui si avvalevano non c’è più. Se tagliamo un miliardo di euro nella spesa della sanità, o se non si fanno i termovalorizzatori o se abbiamo assicurato un giro di vite sull’eolico qualcuno che piange ci sarà pure. Chi piange perché si risparmia non sono solo gli affari o certa politica, c’è la criminalità organizzata e non mi meraviglia che ci sia anche un dispiegamento di mezzi e di comunicazione”.
Ha dei modelli Lombardo e sono altre regioni europee che sono cresciute sfruttando autonomia e peculiarità del loro territorio. L’importante per il presidente è “smetterla con gli stereotipi del pessimismo e del fatalismo. Non possiamo pensare di risolvere tutto in due anni, ce ne vorranno trenta o quaranta. Noi cerchiamo di non deflettere e abbiamo una ricetta giusta: il partito del territorio, l’autonomia. Perché in Baviera, in Trentino e in Catalogna funziona e non in Sicilia o in Sardegna? Perché non c’è un partito del territorio. Lì secessioni non ce ne sono state perché hanno il partito che difende il territorio e non si sono affidati ai partiti nazionali”.
Dal punto di vista finanziario invece Lombardo pensa a “tagliare gli sprechi e, finalmente, eliminare gli enti e società che ci costano milioni di euro. E questo governo deve evidenziare gli sprechi, denunciarli ed eliminarli, ma non in silenzio, denunciando i guasti che hanno caratterizzato il nostro passato”.
Un appello alla politica ma non solo. “Non c’è bisogno solo degli assessori  - scrive ancora il presidente della Regione nel suo blog - ma anche dei cittadini. Denuncino, i cittadini, gli sprechi e le disfunzioni. E lo facciano anche i dirigenti. Dobbiamo trattare la Regione come se fosse casa nostra”.

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