Palermo, un pareggio al cardiopalma contro il Lecce

Un gol di Maccarone agguanta i salentini in extremis. Giacomazzi e Corvia portano i pugliesi in vantaggio di due reti, Pinilla dà il via alla rimonta

PALERMO. Finisce al cardiopalma la sfida col Lecce. Il Palermo acciuffa nei minuti di recupero un pareggio che a inizio ripresa sembrava quasi una chimera. Il cuore e l’orgoglio della squadra ancora una volta fanno la differenza, ma sono da sottolineare i passi indietro, soprattutto nel primo tempo, nel gioco e nell’organizzazione fatti rispetto alla gara con la Juve. Rossi conferma dieci undicesimi della formazione vincente, che ha sbancato Torino. Torna, infatti, Liverani in cabina di regia al posto di Bacinovic. Confermato, invece, Pinilla come unica punta.


Miccoli in tribuna. Al 7’ arriva il gol dell’ex con Giacomazzi, che impallina Sirigu con un tiro da fuori debole, ma angolatissimo alla destra dell’estremo difensore rosanero, che non sembra proprio immune da colpe. Subito partita in salita. Il Palermo è in bambola, subisce il colpo e quattro minuti più tardi il Lecce sfiora il raddoppio con Olivera che si incunea in area e sfiora il palo. La difesa grintosa e attenta di Torino nei primi minuti sembra già un lontano ricordo. Il Palermo fatica a costruire, con gli ospiti ben organizzati dietro. E la prima occasione degna di nota arriva solo al 26’ su azione d’angolo battuto da Liverani che trova Pinilla, che di testa esalta i riflessi di Rosati, che devia sopra la traversa. Segnali di risveglio, in particolare coi fraseggi di Pastore e Ilicic. E sul finale di tempo, per la verità, segna anche il gol del pari, ma l’assistente di Bergonzi ferma ingiustamente Pinilla lanciato a rete dalla perfetta verticalizzazione di Pastore, l’unico lampo da parte del Flaco nella prima frazione. Si chiude tra i fischi del pubblico all’arbitro il primo tempo e con un Palermo che sembra la brutta copia di quello ammirato contro la Juventus tre giorni prima. E l’inizio del secondo tempo è un incubo per i rosanero.


Dopo 34 secondi Corvia supera di testa Sirigu, ricevendo alla perfezione il cross dalla sinistra di Olivera. Il Barbera è ammutolito. Il Palermo prova a scuotersi e al 52’ Pinilla raccoglie la respinta corta di Rosati, che si era opposto al tiro ravvicinato di Ilicic. Il Barbera esplode e si risveglia dal torpore, così come la squadra. Inizia un’altra partita. Una gara fatta soprattutto di proteste in campo e da parte del pubblico. Non convincono, infatti, molte delle decisioni dell’assistente di gara di Bergonza, che ferma più di una volta in fuorigioco i giocatori rosa. La maggior parte delle recriminazioni da parte del pubblico del Barbera sembra più che giustificate. Al 54’ arriva la prima mossa di Rossi, che toglie Liverani e inserisce Bacinovic. I fischi rivolti al numero 11 rosanero sembrano un po’ troppo esagerati. La partita si accende, con continui capovolgimenti di fronte. Il Lecce, infatti, non commette l’errore di arretrare e risponde colpo su colpo agli attacchi rosanero. Il Palermo al 61’ si trasforma in una squadra a trazione anteriore con Rossi, che inserisce anche Hernandez per Nocerino.


La Joja dalla destra mette subito in mostra le sue doti migliori, velocità, tecnica ed esplosività e al 67’ sfiora il pari con una grande azione dalla destra e un tiro che oltrepassa lo specchio della porta, finendo fuori. Al 74’ dentro Maccarone per Pinilla, uno dei migliori a prescindere dalla rete messa a segno. A dieci minuti dal termine, il Lecce rimane pure in dieci per l’espulsione dell’ex Giacomazzi. L’atmosfera si fa incandescente, con gli uomini di Rossi che attaccano a testa bassa verso la porta degli ospiti. Al 88’ arriva anche l’occasione giusta per Migliaccio, che, però, su punizione di Bovo, tutto solo, alza clamorosamente di testa sopra la traversa. Al secondo minuto di recupero gli sforzi vengono finalmente ripagati con Maccarone che sottomisura mette dentro una corta respinta di Rosati. I rosa hanno pure l’occasione del 3-2 con Hernandez, che avrebbe fatto cadere giù lo stadio. Ma il numero 9 rosanero spara di destro tra le braccia di Rosati. Finisce così. Non arrivano i tre punti che avrebbero rilanciato i rosa in un’altra dimensione. I rosa, invece, si devono accontentare e l’appuntamento con la prima vittoria in casa è rimandato.

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