Quel termovalorizzatore sempre più lontano

Va in archivio Pea Ambiente: la società che doveva realizzare il termovalorizzatore di Bellolampo è stata messa in liquidazione. Non va in archivio la necessità di realizzare l’impianto. E non tanto per un auspicio, ma piuttosto perché ricorrono condizioni tecniche e normative che non lasciano spazio a soluzioni diverse. Oggi lo smaltimento dei rifiuti ha luogo attraverso discariche; una modalità obsoleta, costosa, non risolutrice e in ultima analisi dannosa per l’ambiente. Nella consapevolezza invece che i rifiuti costituiscano un prezioso accumulo di materiali riciclabili, si è via via diffusa nel mondo occidentale una strategia diversa.



Si tratta di una strategia che si fonda sulla necessità di recuperare una parte dei rifiuti, attraverso il riciclo, e smaltire attraverso termovalorizzatori la parte non riciclabile.
Secondo la Banca d’Italia, il Centro-nord del nostro Paese, dove la differenziata è praticata da molti anni, ricicla appena il 32% dei rifiuti prodotti; il mezzogiorno è fermo al 10%, mentre la Sicilia non raggiunge neanche il 7%. Non parliamo poi di Palermo! Sono serviti quasi 20 anni per raggiungere questi modesti risultati; appare quindi velleitario che la differenziata in Sicilia possa raggiungere il 40% entro il 2012, come una legge regionale«dispone»!



Che fare allora del residuo 80-90% di rifiuti non riciclati? L'unica soluzione collaudata è il termovalorizzatore. Smaltire i rifiuti non riciclabili attraverso un impianto ad emissioni controllate, che produce energia elettrica, è la soluzione reale.  Nei mesi scorsi il governo nazionale ha commissariato la gestione dei rifiuti in Sicilia; nell'attesa di verificare quanto sarà realizzato con i poteri straordinari delegati alla Regione, dobbiamo però ricordare che l'atto di commissariamento dispone in maniera inequivocabile che si debba fare il termovalorizzatore. Questo giornale lo ha scritto più volte. Non è una questione che si può affrontare in chiave ideologica; per fortuna, però, alcune recenti, autorevoli new entry fanno ben sperare su un approccio freddo, pragmatico ed in definitiva nell'interesse della società palermitana.

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