Lombardo: il nostro sì a Berlusconi non è scontato

Il presidente della Regione: "Vedremo cosa farà il premier per il Sud, noi andiamo avanti per la nostra strada"

ROMA. "C'é poco da stare tranquilli". Così, intervistato dal Mattino, il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo si rivolge a Berlusconi: "L'Mpa - spiega - ha cinque deputati, non cinquanta, e quindi non saranno quelli a turbare i sonni del Cavaliere" ma, aggiunge, "noi proseguiamo la nostra strada".
Il sì al governo non è scontato: "Vedremo cosà dirà e farà - sottolinea -. Soprattutto sul Sud". Con "soldi nostri", dice, "fanno cose loro espropriando le nostre competenze", prosegue, "ci hanno hanno già soffiato un bel po' di fondi Fas usati come bancomat persino per l'Expo milanese del 2015. Mettano i soldi dello Stato, in aggiunta ai fondi strutturali. Sarà in condizione il premier, guardato a vista dalla Lega, di farlo?". Sul piano politico, aggiunge, l'Mpa si sforzerà di "procedere con Udc, Fini e Rutelli". Il berlusconismo, afferma, "finisce se si modifica la legge elettorale che affida ai padroni dei partiti il potere di nominarsi il parlamento".     
Nessuno "scambio" col Pd e nessun ribaltone, spiega: in Sicilia "sanità e rifiuti sono i punti sui quali il Pdl e quel pezzo di Udc siciliana che sarà il partito di scorta del Cavaliere hanno difeso un sistema che va smantellato. Pd, Api, Udc, quella vera, e finiani invece sostengono una giunta che vuole aggiustare il sistema". Critico anche sul partito del Sud evocato da Micciché: "Sarebbe come affidare la pecora al lupo".

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