Fincantieri, i dirigenti: "Niente stop a Palermo"

Il direttore dello stabilimento e il capo del personale: "Manterremo le tre attività di produzione: costruzione, trasformazione e riparazione". Ma i sindacati chiedono certezze

PALERMO. Fincantieri non conferma il piano di ristrutturazione secondo cui l'azienda avrebbe smesso di costruire mezzi navali nello stabilimento palermitano. Lo hanno assicurato il direttore dello stabilimento Raffaele Davassi e il capo del personale Lorenzo Scilipoti ai sindacati nel corso dell'incontro di ieri nella sede di Confindustria. «Il cantiere di Palermo - hanno detto i dirigenti di Fincantieri - manterrà, così come è stato definito nel protocollo con la Regione, le tre attività di produzione: costruzione, trasformazione e riparazione».
Ma i sindacati spingono per avere certezze sulle costruzioni, il segmento a più alto valore aggiunto, e sulla ristrutturazione dei bacini di carenaggio. Ieri, la giornata di protesta delle tute blu si è aperta con un altro corteo, il secondo, che è confluito sotto la sede degli industriali palermitani. In programma c'era il tavolo tra Fim, Fiom, Uilm e i dirigenti del gruppo di Trieste per proseguire il confronto, aperto nei giorni scorsi, sulla proposta dell'azienda di avviare la cassa integrazione per 470 addetti su un organico di 500 unità.
Dall'incontro è venuta fuori anche una prospettiva di commesse acquisite e in fase di trattativa, che Fincantieri assegnerà allo stabilimento di Palermo per potenziare il segmento delle riparazioni navali: sei-sette navi da crociera dei gruppi «Costa» e «Msc», una piattaforma offshore, dal 2012, che potrebbe sviluppare circa 250 mila ore di lavoro, alcuni mercantili e la posatubi «Castoro 7» della Saipem. Niente costruzioni.
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