Pensioni sociali al minimo in Sicilia

La media è di 334 euro a persona al mese, il 5 per cento in meno che nel resto d’Italia. La Cisl Fnp: “Lotta all’evasione fiscale per combattere la povertà”. Raffa: “Un’alleanza coi sindaci per reperire i fondi per i servizi sociali”

PALERMO. È di 334,47 euro l’ammontare medio degli assegni sociali in Sicilia. Un valore del 5,2 per cento inferiore alla media nazionale, a fronte dei 128.739 assegni distribuiti ogni mese nell’Isola, il 16,04 per cento in più se confrontati con quelli delle altre regioni. Dati dell’Inps diffusi questa mattina nel corso del direttivo regionale della Fnp Cisl 30 all’Nh hotel di Palermo (ex hotel Jolly) al Foro Italico di Palermo. Al direttivo hanno partecipato il segretario generale dell’Usr Cisl Sicilia Maurizio Bernava, il segretario Fnp Cisl nazionale Mariuccia Diquattro, il segretario generale Fnp Cisl Sicilia Carmelo Raffa. Ha concluso i lavori il segretario generale della Fnp Cisl nazionale Gigi Bonfanti.

Fanalino di coda, per quel che riguarda l’ammontare degli assegni sociali, è Ragusa (299,48 euro per 7.500 beneficiario); un po’ meglio Caltanissetta e Agrigento, rispettivamente 305 e 308 euro con 8.255 e 13.484 pensionati sociali. A Palermo i destinatari di questi assegni sono 31.147 e ad ognuno di loro vanno 349,34 euro; mentre ai 27.615 catanesi vanno 354,31 euro. I più “ricchi”? I messinesi: 11.476 assegni sociale per 360,12 euro.

Fondo di povertà. “La Sicilia – dice Maurizio Bernava, segretario generale dell'Usr Cisl Sicilia e ultima in tutte le statistiche economiche e sociali. C'è una situazione di declino da 15 anni e una mancata crescita. Il nuovo governo siciliano deve ora rilanciare la crescita dell'Isola, creare reddito, occupazione ed occuparsi delle politiche sociali. La crisi che stiamo vivendo non va raccontata ma vissuta con proposte e interventi concreti”. Una situazione avvalorata dai dati: “La Sicilia – ha commentato il segretario generale Fnp Cisl Sicilia, Carmelo Raffa - si conferma la regione più povera. Il pensionato sociale ha meno risorse perché ha lavorato in nero senza raccogliere mai contributi. Prende un assegno irrisorio e l’alto numero delle pensioni sociali dà il segno dei disagi in Sicilia”. Da qui il progetto della Fnp Cisl siciliana di istituire un Fondo per la povertà, “abbandonando – continua Raffa – l’idea dei provvedimenti tampone”.

Poveri sempre più poveri. Altro nodo cruciale è il fenomeno dell’”incapienza” che riguarda i cittadini con un reddito al di sotto dei 7.500 euro. “Dobbiamo risollevare le sorti dei pensionati. Chi non guadagna almeno 7.500 euro l’anno non ha pieno diritto alle detrazioni fiscali. Così il disagio sociale cresce e i poveri sono sempre più poveri. Chiediamo quindi l’introduzione di un’imposta negativa e consentire così anche ai poveri l’accesso alle detrazioni”. Una proposta che verrà portata avanti anche a livello nazionale, di concerto con la Uil.

L’accordo con i Comuni. La Cisl Fnp ha anche presentato l’“alleanza” con l’Anci che prevede un accordo con i sindaci siciliani per contrastare l’evasione fiscale e recuperare così i fondi da destinare ai servizi socio-assistenziali nell’Isola. “Ci alleeremo con i Comuni per aiutarli a contrastare l’evasione e gli sprechi. Solo così riusciremo a fare fronte comune per chiedere i trasferimenti di soldi a Regione e Governo. Il comune più virtuoso raccoglie solo il 40% delle tasse. In Sicilia il 60% dei comuni è sotto i 5 mila abitanti,  e i piccoli comuni non possono essere centro di spesa. Devono consorziarsi. Per avere la forza di chiedere finanziamenti occorre un’entità minima di 40 mila abitanti, così da essere una realtà giuridicamente rilevante”.

Intanto va avanti la petizione popolare avviata a luglio scorso dal sindacato in tutti i comuni siciliani. Il fine è quello di chiedere al governo regionale una legge quadro delle politiche sociali e di integrazione socio sanitaria in Sicilia, e una legge regionale sulla non autosufficienza.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Raffa - è quello di andare tra la gente per comunicare con un messaggio diretto, per fare capire ai pensionati che il sindacato è autonomo dalla politica. Andando tra la gente vogliamo interpretare i bisogni dei più poveri e creare così una vertenzialità che possa portare a delle soluzioni”.
“Il problema delle pensioni e dell'assistenza sociale – commenta Gigi Bonfanti, segretario generale  Fnp Cisl nazionale - riguarda tutta la Penisola. Ogni regione è un caso a parte ma è una situazione non più tollerabile. Il nostro obiettivo è quello di unire le forze a chi ha bisogno di fondi, come i comuni, in modo da portare avanti insieme il progetto”.

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