Sicilia, Politica

Marino: "Così la Sicilia rinascerà"

Il nuovo assessore del Lombardo quater traccia le linee guida: "Sia sui rifiuti, sia sulla burocrazia c'è tanto da cambiare, basandosi sempre su legalità e trasparenza"

PALERMO. «Mi ha chiamato Lombardo e mi ha chiesto di mettere la mia esperienza al servizio di questo progetto di cambiamento. Insieme puntiamo al recupero della Sicilia»: Giosuè Marino si definisce messinese d’origine ma palermitano d’adozione e sottolinea il suo passato da studente al liceo Garibaldi. Prefetto nella città dello Stretto, poi ad Agrigento e infine a Palermo, da due anni aveva assunto l’incarico di commissario nazionale Antiracket. Un incarico che lascerà già nei prossimi giorni. Il neo assessore regionale sta anche valutando la sua posizione rispetto al ruolo di commissario all’Amia di Palermo, che ha una durata biennale.


Il suo nome è spuntato davvero nelle ultime ore prima dell’annuncio. Come è nato il suo incarico?
«Lombardo mi ha chiamato e mi ha spiegato qual è il progetto. Credo sia compatibile con la mia esperienza e le mie capacità. C’è un filo di continuità che lega il mio impegno di prefetto, costantemente indirizzato all’affermazione dei principi di legalità e trasparenza, con il ruolo di assessore. Sono gli stessi principi che devono guidare l’azione del governo regionale. So che posso dare il mio contributo in questo senso».


Lei arriva in una giunta che si muove in un contesto di grandi tensioni politiche e che esce da un periodo di incertezza dovuto all’inchiesta in cui è stato coinvolto il presidente Lombardo. Nessun dubbio al momento in cui le è stato chiesto di fare l’assessore?
«Io non entrerò mai nelle questioni politiche e guardo solo alla squadra che è stata messa insieme. È una giunta di altissimo livello. Ho colleghi davvero eccellenti, gente di grande qualità che può raggiungere quell’obiettivo di radicale rinnovamento per cui siamo stati chiamati».

Le indiscrezioni la danno come probabile assessore ai Lavori pubblici o all’Urbanistica. Lei cosa vorrebbe fare?
«Da prefetto ho sempre avuto un ruolo di mediatore fra i vari livelli istituzionali. Credo che questa esperienza possa essere utile anche alla Regione. Penso che si possa fare molto per la Sicilia, a partire dal problema dei rifiuti piuttosto che la riorganizzazione ordinamentale con la soppressione delle Province o la riforma della pubblica amministrazione. Un’amministrazione più snella deve dare servizi più tempestivi ai cittadini e ridurre gli spazi di opacità. Anche questo rientra fra quei principi di legalità e trasparenza. Penso che sia un bel progetto su cui lavorare con grande determinazione».

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