Fiat di Termini, Saglia: a dicembre decisione definitiva

La proposta completa dopo che Invitalia avrà presentato al governo la short list definitiva delle imprese selezionate a rilevare la fabbrica stabilimento siciliano

ROMA. Il piano per la riconversione del sito Fiat di Termini Imerese sarà pronto a dicembre: già ai primi del mese, infatti, il governo riconvocherà azienda, sindacati ed enti locali per comunicare l'esito della selezione tra le aziende che hanno manifestato interesse a rilevare lo stabilimento siciliano. E, ha assicurato Domenico Arcuri, l'amministratore delegato di Invitalia che sta curando come advisor la scelta dei candidati, è "molto probabile" che la cessione dell'area produttiva siciliana vada a più di un'impresa tra quelle selezionate.
Ai primi di dicembre, in ogni caso, il governo presenterà il progetto complessivo per la riconversione: a quella data, ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, si conosceranno "i numeri, l'investimento e l'ammontare definitivo dell'impegno pubblico" per riavviare la produzione nel sito siciliano. "Il governo è qui a ribadire che non lascerà solo nessuno. Su Termini Imerese c'é un impegno straordinario", ha aggiunto Saglia che ha voluto rassicurare le parti sul rispetto degli attuali livelli occupazionali. Per Arcuri, addirittura, se a rilevare l'impianto sarà più di un'impresa "si potrebbe immaginare un' ulteriore valorizzazione occupazionale del sito".
Ma i sindacati non sono comunque tranquilli: "É necessario che Fiat si dichiari disponibile ad accompagnare questo passaggio. La data del 30 dicembre 2011 non può essere una mannaia", osserva al termine del tavolo che si è tenuto al ministero il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani. Anche la Fiom stigmatizza "il silenzio della Fiat": oggi, dice il segretario piemontese dell'organizzazione, Giorgio Airaudo, "abbiamo avuto la conferma che Fabbrica Italia non riguarda Termini e che saranno licenziati 2 mila lavoratori". Ugualmente il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali, che si è dichiarato insoddisfatto per l'esito della riunione al ministero: "Si è trattato di un incontro 'post balneare', in cui non abbiamo avuto alcun dettaglio in più. E' certo – ha detto il sindacalista - che noi non consideriamo definitivo l'appuntamento di dicembre. Se il percorso scelto non ci avrà soddisfatto riapriremo la partita". Positivo invece il primo giudizio dell'Ugl: "la notizia più importante di oggi sono le rassicurazioni sull'occupazione, ma aspettiamo le valutazioni definitive a dicembre", ha detto il segretario confederale Cristina Ricci.
Intanto l'iter per la scelta dei candidati prosegue: entro il 30 novembre Invitalia presenterà al governo la short list definitiva delle imprese che hanno presentato un'offerta per rilevare lo stabilimento. Le aziende prescelte avranno, nel frattempo, presentato entro il 30 ottobre i business plan definitivi. Al momento sono cinque le offerte che hanno già passato il vaglio di Invitalia che sta, però, esaminando altre proposte, quattro secondo indiscrezioni, arrivate nel corso dell'estate, dopo la richiesta di manifestazioni di interesse a livello internazionale. Ad ora tre delle cinque proposte entrate nella short list riguardano il settore dell'automotive: il gruppo che fa capo all'industriale Giammario Rossignolo, la Cape del finanziere Simone Cimino, e la Map Engineering.
Le altre due sono la Ciccolella, che fa serre florovivaistiche, e la Einstein (Med Studios) che vorrebbe realizzare studios televisivi. Riserbo, invece, sulle possibili new-entry: Arcuri ha tuttavia affermato che tra le proposte ce ne potrebbero essere alcune provenienti da Paesi emergenti 'in senso lato'.

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