Omicidio Fragalà, scagionato il secondo indagato

Gli esami sugli abiti di un uomo di 31 anni, pregiudicato, hanno dato esito negativo

PALERMO. Dall'inchiesta sulla mortale aggressione dell'avvocato Enzo Fragalà, assassinato con colpi di spranga la sera del 23 febbraio scorso, esce anche il secondo indagato. Gli esami condotti dai carabinieri del Ris di Messina, infatti, hanno scagionanto anche il secondo sospettato, un pregiudicato di 31 anni indicato dagli inquirenti come vicino ad ambienti mafiosi.


Sui suoi abiti e su quelli dello stesso penalista non sono state trovate tracce comparabili di Dna.   L'indiscrezione è stata pubblicata oggi da alcuni quotidiani. Dunque resta ancora avvolta nel mistero la selvaggia aggressione avvenuta nei pressi del palazzo di giustizia di Palermo, a pochi metri dallo studio del penalista che morì, dopo 3 giorni di coma, nel policlinico di Palermo.      


A questo punto si profila l'ipotesi dell'archiviazione. Il primo indagato era un ex cliente di Fragalà, che sarebbe rimasto insoddisfatto dall'assistenza dell'avvocato e protagonista di una accesa contestazione avvenuta pochi giorni prima dell'aggressione. L'uomo, però, era stato scagionato dagli esami del Ris; la stessa sorte toccata al secondo indagato, a carico del quale non esistono elementi probatori.

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