Cavani colpisce ancora: il Napoli va

L'uruguaiano al terzo centro in tre partite regala il successo esterno ai partenopei. La Samp era andata in vantaggio con un rigore di Cassano

GENOVA. Un anno e mezzo di imbattibilità casalinga e 400 minuti senza subire gol. C'é voluto il Napoli degli ex per stravolgere le statistiche positive della Sampdoria ed infliggere ai blucerchiati una cocente sconfitta interna, più amara se si considera che la squadra genovese conduceva l'incontro sino ad un quarto d'ora dalla fine.    
Merito dei partenopei, capaci di dominare per lunghi tratti la partita e poi di reagire con straordinaria efficacia dopo il gol del vantaggio sampdoriano. Demerito dei blucerchiati, affossati per un tempo e poi timidamente risvegliati nella ripresa, incapaci di reggere la rabbia del Napoli dopo essersi trovati inaspettatamente avanti nel risultato.    
I genovesi hanno dimostrato di risentire molto più degli avversari l'impegno infrasettimanale di Europa League, nonostante quattro nuovi innesti, e si sono fatti superare per tutti i 90 minuti sul piano fisico, della corsa, della reattività, della precisione. Con i muscoli stanchi e le idee annebbiate, la Samp non è praticamente esistita per i primi 45 minuti, sovrastata dagli ospiti in tutti i settori. Buon per lei che la mira degli attaccanti napoletani non è stata, almeno inizialmente, infallibile e così Curci ha dovuto superarsi soltanto allo scadere, su un gran sinistro di Dossena diretto verso l'angolino alto. Per il resto tanta manovra (ben 10 angoli a favore contro 1 dei padroni di casa) ma poche conclusioni per il Napoli, decisamente superiore, nei numeri e nella qualità, ai doriani soprattutto a centrocampo e con un Dossena straripante sulla sinistra.    
Gli uomini di Di Carlo, schierati con l'ormai classico rombo, hanno cercato con lanci lunghi di raggiungere le due punte Cassano e Pazzini, ma raramente si sono resi pericolosi. Recriminazioni, comunque, su una spinta di Cannavaro a Cassano in area che ha fatto gridare al rigore, non concesso dall'arbitro Valeri.    
Nella ripresa la Samp ha cercato di alzare la difesa nel tentativo di sfuggire al pressing avversario e, complice un momentaneo calo dei partenopei, si è presentata con più decisione dalle parti di De Sanctis. Guberti, schierato dietro le due punte, prima risucchiato in un'opera di contenimento, ha trovato nuova freschezza e la manovra dei blucerchiati ne ha risentito positivamente. Proprio Guberti è stato protagonista di una splendida azione solitaria (21') che lo ha portato a colpire l'incrocio dei pali su tiro dalla lunetta. Ma il Napoli ha risposto immediatamente (28'), con una traversa di Gargano su punizione dai 20 metri.    
Quando ormai la gara sembrava destinata ad un risultato in bianco, ecco il rigore fischiato su ingenuo fallo di Cannavaro su Pozzi. E' il segnale che la battaglia è tutt'altro che finita. In nove minuti il Napoli, con il suo trio meraviglia Hamsik-Lavezzi-Cavani capovolge il punteggio: due azioni, due gol. Il massimo della concretezza. E Mazzarri, l'ex mai tanto amato, può godersi la sua piccola vendetta. 

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