Zauli: "L'Inter si può battere"

L'ex trequartista del Palermo: "I nerazzurri difendono alti con Benitez e sono più vulnerabili in contropiede. I rosa possono fare il colpaccio"

PALERMO. «Ma cosa ha fatto Zauli? Veramente Zidane». Così Caressa commentò la giocata di Zauli che permise a Luca Toni di siglare il gol dell'1-1 a San Siro contro l'Inter. Era il 18 settembre 2004, prima trasferta a Milano della matricola Palermo dell'era Zamparini, un dribbling secco su due giocatori nerazzurri sulla linea di fondo e assist in mezzo. Tutto sotto la curva dove erano assiepati circa 10 mila fan rosanero. «Che emozione - ricorda Zauli - noi eravamo una neopromossa e andammo a giocare una grande gara contro una squadra fortissima. I nostri tifosi diedero vita a un vero e proprio esodo e colorarono di rosanero un pezzo del Meazza. Per me quella fu una partita storica».
A Lamberto Zauli Palermo e i colori rosanero gli sono rimasti nel cuore. «Quella fu una esperienza fantastica - racconta Zauli - avevamo un'empatia col pubblico eccezionale. Ricordo che eravamo in ritiro dopo che avevamo stravinto il campionato di B e leggevo che i tifosi addirittura si accampavano davanti ai botteghini pur di riuscire ad abbonarsi». Fu con la maglia del Vicenza (con la quale vinse una coppa Italia e sfiorò una finale di Coppa della Coppe) che si guadagnò il soprannome di «Zidane del Triveneto», poi trasformato in "Zidane della B" da Zamparini quando lo portò in Sicilia. «Ma io ho sempre sminuito,- perché ritengo il francese un giocatore stellare».
Adesso che ha smesso di fare dribbling e assist e ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore (nel Fano in Seconda divisione) spiega come il Palermo potrebbe fermare la corazzata Inter che domenica arriverà al Barbera. «I nerazzurri hanno cambiato allenatore - afferma Zauli - e sono una squadra in cerca d'identità. Rispetto all'anno scorso difendono più alti e sono più vulnerabili in contropiede. È chiaro che partono da favoriti, ma il Palermo è una formazione in grado di fare il colpaccio».
Anche se i rosa hanno iniziato la stagione zoppicando. «È vero - dice l'ex numero 10 rosa - ma se il Palermo ha incominciato con una falsa partenza rimane una squadra competitiva: ha un grande allenatore come Delio Rossi, dei campioni come Hernandez e Pastore e diversi giovani di talento. Bisogna avere pazienza, per questo dico al pubblico di non abbandonare i giocatori perché hanno bisogno del loro affetto. Noi - ricorda Zauli - in casa ci sentivamo invincibili e quell'anno abbiamo avuto il pubblico sempre dalla nostra parte. Anche quando abbiamo avuto dei periodi meno positivi. Penso per esempio a quando siamo usciti tra gli applausi dopo aver preso 5 gol dall'Udinese. E l'anno scorso in occasione della partita con la Sampdoria mi è piaciuto rivedere quello spirito».

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