Trovati 200 mila euro in casa della moglie di Brusca

I soldi, in contanti, erano nascosti nell’abitazione della donna, che vive in una località segreta

PALERMO. I carabinieri del gruppo Monreale hanno trovato una grossa somma di denaro - circa 200 mila euro in contanti - a casa della moglie di Giovanni Brusca, ex boss ora pentito indagato per riciclaggio, tentata estorsione aggravata e intestazione fittizia di beni. La casa della donna, che vive col figlio in una località segreta ed è sottoposta al programma di protezione, è stata perquisita dai militari che sospettano che l'ex capomafia abbia accumulato un vero e proprio tesoro, sottraendolo agli inquirenti con intestazioni fittizie a prestanome.
Perquisite anche la cella di Brusca e le abitazioni dei cognati e di conoscenti, in tutto una decina di persone, dove sarebbe stati trovati documenti che gli investigatori giudicano "importanti". Brusca sarà interrogato nel pomeriggio dai pm della Dda di Palermo. Oltre all'intestazione dei beni a prestanome, che risalirebbe a prima dell'arresto, e al reato di riciclaggio, gli inquirenti gli contestano un tentativo di estorsione. In una lettera scritta dal carcere di Rebibbia in cui è detenuto, il pentito avrebbe chiesto un "favore" a un conoscente minacciandolo di rappresaglie, se non avesse obbedito: "ti rompo la testa" avrebbe scritto. Sarà la commissione pentiti del Viminale, valutati gli esiti dell'inchiesta, a decidere, ora, le sorti dell'ex capomafia di San Giuseppe Jato. Qualora venissero confermati i sospetti degli investigatori e fossero provati i reati contestati e le violazioni al programma di protezione Brusca potrebbe anche esserne estromesso.

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