Sconfitta anche a Praga

Il Palermo subisce altri tre gol e torna a casa a mani vuote. Traversa di Pastore sull'1-1, inutili i gol di Maccarone e di Hernandez di tacco

PRAGA. Qualcuno si appellerà alla sfortuna per quella traversa colpita da Pastore al 61’, che avrebbe portato meritatamente i rosa in vantaggio. Ma il calcio è fatto di episodi e la squadra, che mira a diventare grande come predica Rossi, non può farsi infilare nel miglior momento in cui sta esprimendo un buon calcio fuori casa. E allora gli errori si pagano e il Palermo torna a casa con altri tre gol sul groppone e soprattutto zero punti, che di certo non inaugurano al meglio l’avventura in Europa League.  
Primo sussulto al 6’ con la verticalizzazione di Liverani, che trova solo davanti al portiere Maccarone, che, però, è sprecone davanti al portiere ceco, Blazek. Un’azione che lascia ben sperare, con un Palermo che nei primi minuti di gioco prende in mano il pallino del gioco, grazie anche a Liverani che trova più spazi per esprimersi rispetto al campionato italiano. Ma è tutta un’impressione. Al 16’, infatti, lo Sparta Praga gela il Palermo, con Wilfried che incorna bene di testa, beffando sul tempo troppo facilmente Glik. Quel cross dalla trequarti verso l’area non può arrivare sulla testa di un avversario. A quel punto il Palermo entra in un torpore, dal quale ci vuole l’ottima giocata di Pastore al 37’, che in mezzo alle linee sfodera un gran tiro. Il portiere respinge sui piedi di Maccarone, che pareggia i conti.
Un pari che sembrava insperato, visto l’andazzo poco incoraggiante dei rosa dopo il vantaggio dei cechi, che ha visto gli uomini di Rossi in confusione, sfilacciati tra i reparti e soprattutto senza le idee e la forza di imbastire azioni d’attacco. Ed è un altro Palermo quello che si ripresenta in campo dagli spogliatoi. Più piglio, più determinazione e più velocità, che messe assieme fanno un Palermo con più voglia di portare a casa la prima vittoria in Europa League. Al 57’ arriva anche la prima mossa obbligata di Rossi, con Kasami che prende il posto di Migliaccio, dolorante per una botta alla spalla sinistra. Sono soprattutto i fraseggi e le verticalizzazioni tra Pastore e Hernandez a fare correre più di un brivido sulla schiena di Blazek. Lo Sparta Praga, infatti, corre due pericoli nel giro di un minuto, con Hernandez, che sbaglia di pochi centimetri, imbeccato dal Flaco solo davanti al portiere. E lo stesso talento argentino che con un’azione personale stampa il pallone sull’incrocio dopo aver fatto partire un terra-aria da fuori area, col tocco decisivo del portiere avversario.
Ma il calcio, si sa, è strano. E proprio nel momento migliore dei rosa, che li ha visti padroni del campo, Kladrubsky al 67’ scaccia via le paure dei suoi insaccando ancora una volta di testa, un perfetto traversone arrivato dalla sinistra. Decisamente ancora una volta da rivedere la retroguardia rosa, caratterizzata da amnesie, assolutamente da correggere in fretta. Amnesie, ma anche atteggiamento poco deciso e il terzo gol di Kadlec al 74’ è la chiara dimostrazione, in cui il giocatore dello Sparta fa quello che vuole in mezzo a Liverani e Glik. Al 77’ Rossi fa anche esordire in maglia rosa Joao Pedro, che fa il suo ingresso sul rettangolo verde per un onesto Rigoni. Sembra finita, ma Hernandez, con un altro gol di tacco in campo europeo, tiene vive le speranze dei suoi, con la quarta rete, che lo porta a raggiungere Brienza tra i migliori marcatori del Palermo in Europa. Inutili, però, gli assalti finali. Nella prossima gara in casa al Barbera contro il Losanna il 30 settembre saranno già obbligatori i tre punti contro la squadra più debole del girone.

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