Musica e rumori fino a notte: finalmente l’estate è finita

Caro Direttore, mi associo alla voce della lettrice – alla quale manifesto tutta la mia solidarietà – che vi ha inviato la lettera pubblicata l’1 settembre scorso con il titolo “Basta musica assordante fino alle 3 di notte”.
La location è un po’ diversa (il litorale di Capaci - Villagrazia di Carini), il contesto è lo stesso: lidi balneari che la sera o, meglio, la notte si trasformano in discoteche, massacrando il sonno di residenti e villeggianti (come il sottoscritto) a beneficio degli amanti della movida.
Per non parlare degli “eventi”, come la nottata del Ferragosto con musica dall’una di notte all’alba (sponsorizzata pure dal Comune di Carini!), le “notti bianche” (come se per noi le altre lo siano meno!) o i week-end dedicati agli amanti del group-cycling (disciplina sportiva che, com’è noto, è accompagnata da musica a tutto volume e da un istruttore che “incita” urlando al microfono!); e, se non dovesse bastare, anche i nostri splendidi tramonti sono accompagnati, con cadenza quasi quotidiana, proprio dai “corsi” di group-cycling all’aperto in riva al mare (ma è un lido o una palestra?..).
Anch’io, come la lettrice, le ho tentate tutte in questi anni: telefonate ai carabinieri anche in piena notte, visite alla guardia costiera, scambi di corrispondenza con l’assessorato. Tutto inutile! Piena condivisione delle rimostranze da me avanzate ma anche vani palleggiamenti di competenze e responsabilità.
Con un’unica soluzione possibile: “Faccia la denunzia” (sapeste quante denunzie sono già state vanamente sporte); quindi, esporsi in prima persona, avviare un contenzioso – contro chi? – che si trascina per tutta l’estate o anche oltre e l’estate prossima si ricomincia con la stessa musica!
Io, intanto, mi sono attrezzato per “resistere”; infissi con doppi vetri anti rumore (tipo industria meccanica), condizionatori e, nel prossimo futuro, coibentazione delle pareti con panelli di polistirolo. Ma che senso ha trascorrere le vacanze barricandosi la sera in casa per cercare di dormire? O non poter invitare amici a cena perché la musica ti impedisce di chiacchierare serenamente in giardino? Il problema, mi pare, non è locale ma diffuso su tutto il territorio e porta grave disagio a Carini, Isola, Mondello, Modica e chissà dove ancora.
Perché, allora, non si trova una soluzione strutturale, imponendo, ad esempio, in sede di rilascio delle concessioni, specifici divieti in base alla legislazione vigente in materia di “rumori molesti” e , ovviamente, controllandone il rispetto e salvaguardando il vivere civile?
Considerato il contesto di inciviltà in cui quotidianamente viviamo, questa domanda, temo, non avrà una risposta ed è triste arrivare a pensare: “finalmente l’estate è finita!”
Lettera firmata

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