Sicilia, Politica

Stage della Regione, stop per tre bandi

Fermati “Antichi Mestieri”, “Work Experience” e “Gente di mare”. Restano nei cassetti 231 milioni di fondi Ue che la Sicilia dovrà però investire entro fine anno, pena la restituzione a Bruxelles

PALERMO. Due bandi da 213 milioni che assegnerebbero 3.500 stage retribuiti bloccati dal mese di aprile. Un terzo bando, dal valore di 18 milioni, destinato a riqualificare pescatori e a indirizzare gli studenti verso i mestieri legati al mare, è stato stoppato per un ricorso piovuto sulla Regione dalla Calabria. E così restano nei cassetti 231 milioni di fondi Ue che la Regione dovrà però investire entro fine anno, pena la restituzione a Bruxelles.
Il caso finirà all’Ars: Marianna Caronia, deputato Udc, ha chiesto la convocazione straordinaria della commissione Cultura alla presenza dell’assessore Mario Centorrino. I bandi sono i più attesi nel settore della formazione: a parte i soldi investiti per i corsi tradizionali, queste sono risorse destinate a creare occupazione immediata. Il bando denominato Antichi Mestieri è stato pubblicato all’inizio dell’estate 2009 e la graduatoria è arrivata ad aprile scorso. I 78 milioni disponibili sono andati a 235 enti di formazione collegati ad altrettante aziende artigiane che avrebbero selezionato 2 mila giovani da impiegare per un anno a 400 euro lordi al mese. Ma il decreto con cui l’assessorato alla Formazione intendeva pubblicare graduatorie e finanziamenti non ha superato l’esame della Corte dei conti: i rilievi riguardano proprio le modalità di finanziamento agli enti.
Anche il secondo bando, denominato Work Experience, è stato pubblicato nell’estate 2009. Le graduatorie sono arrivate ad aprile 2010 ma da allora in poi il decreto di finanziamento non è mai stato pubblicato per problemi analoghi a quelli che hanno fatto inciampare il testo Antichi Mestieri. Il bando Work Experience avrebbe assegnato, grazie a 135 milioni, circa 1.500 posti retribuiti con 800 euro al mese. Anche in questo caso le domande andavano inviate agli enti assegnatari dei fondi. Secondo Nino Emanuele, capo di gabinetto dell’assessore Mario Centorrino, «i nuovi decreti sono pronti e dovrebbero essere inviati alla Corte dei Conti entro la fine della settimana». Poi bisognerà attendere che la magistratura si pronunci e attivare in seguito gli stage: serviranno dei mesi.
Ancora più complicato l’iter per salvare il bando «Gente di Mare». L’ente calabrese Istituto Formazione Marittimi ha fatto un ricorso al Tar contro il bando, sostenendo che almeno in una delle quattro linee di intervento si dovesse consentire la partecipazione a enti di tutta Italia. Il Tar di Palermo - spiega ancora Nino Emanuele - ha accolto la richiesta di sospensiva. A quel punto la Regione ha deciso di riscrivere parte del bando e riaprire i termini per presentare le domande. In assessorato restano però accatastate 1.200 domande. «E soprattutto - conclude la Caronia - non vengono attivati corsi che avrebbero prodotto professionalità che le aziende del settore pesca avrebbero di certo impiegato. Posti di lavoro persi».

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