Rimpasto, nuovo scontro fra Lombardo e Micciché

Il Pdl Sicilia ribadisce il no ad un governo di soli tecnici: "Sarebbe come un ribaltone". Il presidente della Regione: "E' la soluzione migliore per il bene della Sicilia"

PALERMO. Il vertice decisivo fra Lombardo e Miccichè sulla nuova giunta si terrà oggi. Ma ieri fra i due grandi alleati la tensione è salita ancora mentre il governatore ha fatto un altro passo avanti verso il rimpasto acquisendo il via libera dei rutelliani. E così lo stesso Lombardo si è detta in condizione di fissare la data della chiusura del cerchio: Non andremo oltre mercoledì prossimo».
Di buon mattino la capogruppo del Pdl Sicilia, Giulia Adamo, ha convocato i giornalisti per anticipare che se davvero Lombardo rinnoverà la giunta espellendo gli assessori politici e chiamando solo tecnici «sarà una mossa fatta per accontentare il Pd e dunque la interpreteremmo come un ribaltone». La leader del gruppo che all’Ars mette insieme i ribelli del Pdl di Miccichè e Misuraca e i finiani di Scalia ha detto che «Lombardo sta attuando un gioco al massacro perchè un governo di tecnici è un governo che si muove a suo arbitrio assoluto, lontano dal consenso della gente. Questa è ormai una battaglia navale che va in scena mentre sono bloccati gli investimenti in tutti i settori». Da qui l’ultimatum a Lombardo: «Se fa un governo di tecnici, andiamo all’opposizione».
In silenzio Misuraca, Scalia e Miccichè. Nelle stesse ore il governatore ha incontrato i rutelliani Mario Bonomo e Egidio Ortisi. Entrambi non hanno nascosto i dubbi sull’opportunità di procedere al rimpasto in questo momento politico d’incertezza ma Bonomo ha confermato che «se la decisione finale sarà quella di cambiare la giunta, noi offriremo al presidente un ventaglio di nomi fra cui scegliere un nostro rappresentante».
Lombardo ha confermato che «i rutelliani avranno un tecnico d’area in giunta». Il governatore ha ribadito che «un governo di tecnici è la soluzione migliore per andare avanti. In ogni caso chi lo sosterrà dovrà sottoscrivere un patto per le riforme, per la legislatura e per le prossime elezioni». Il governatore ha continuato a tessere le fila di quella nuova alleanza che si muove nel solco dell’asse che a Roma va da Fini a Casini passando per Rutelli e per lo stesso Mpa, senza trascurare il ruolo del Pd: «Con i finiani l’intesa c’è già - ha ammesso in serata Lombardo -. E ho avuto contatti con Lupo e Cracolici. Sono abbastanza sicuro che parteciperanno a questa esperienza riformista». L’unico dubbio in questa chiave è il ruolo dell’Udc. Lombardo lo spiega così: «Bisogna vedere se prevarrà la spinta nazionale che punta alla creazione di un terzo polo oppure se sarà più forte l’abbraccio che i centristi siciliani hanno col Pdl ufficiale».
Ma su tutti i dubbi prevale quello che riguarda Miccichè. Lombardo doveva incontrarlo ieri ma il vertice è stato rinviato a oggi: «Non posso non tenere in considerazione le sue perplessità. Ma mi auguro e conto che resti con noi».
Di fronte a un Pd che comunque continua a pressare per una rottura coi berlusconiani, Lombardo ha voluto precisare che l’incontro avuto a Roma col premier non ha cambiato nulla nei rapporti col Pdl: «Gli ho garantito i voti perchè se si andasse al voto adesso la Lega crescerebbe forse fino al 15% e si sa che loro vogliono solo l’interesse del Nord. Ma questo non significa che voteremo qualsiasi provvedimento a occhi chiusi».
Va registrata però una posizione curiosamente diversa dal solito di uno degli esponenti del Pdl lealista di maggior peso, Fabio Mancuso (vicinissimo al coordinatore Giuseppe Castiglione): «Se Lombardo farà veramente un governo di soli tecnici, noi attueremo una opposizione costruttiva. Se porteranno in aula provvedimenti che ci convincono, li voteremo».

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