Nuova giunta, comincia il toto-nomine

Quasi certa la conferma di Caterina Chinnici, Pier Carmelo Russo e Massimo Russo. Fuori tutti i politici. Probabile l’arrivo di Verde

PALERMO. Chiuso nel bunker di Palazzo d’Orleans, Raffaele Lombardo ha quasi messo a punto lo schema del nuovo governo: privo di politici e con una chiara rappresentanza di quell’asse che a Roma va da Fini a Casini passando per l’Api di Rutelli e lo stesso Mpa. Ma senza abbandonare per strada il Pd.
In mattina il governatore ha confermato che l’annuncio ufficiale è dietro l’angolo: «La nuova giunta arriverà fra pochissimi giorni. La situazione politica è quella che si è configurata in questi giorni. Daremo un rilancio dell’azione di governo fondato sulle riforme insieme a quanti stringeranno un patto di legislatura e si impegneranno a stare insieme anche per l’avvenire».
Non è un caso che nel quadro nazionale l’Mpa di Lombardo sia ormai dato stabilmente in una coalizione che comprende anche finiani, rutelliani e Udc. E infatti i sondaggisti già stanno pesando questo polo, come dimostra l’analisi pubblicata ieri sera da La7 - il Tg di Mentana - che già dà intorno al 15% questa alleanza.
Lombardo ieri è stato a lungo riunito con lo stato maggiore dell’Mpa e avrebbe ammesso che il rimpasto sarà una scelta di campo rappresentata dal rimpasto. In questo quadro, le indiscrezioni che filtrano da Palazzo d’Orleans danno per certa la riconferma di almeno 4 degli attuali tecnici: Caterina Chinnici, Pier Carmelo Russo e Massimo Russo. Da definire, ma probabile, la conferma di Gaetano Armao e Marco Venturi. Uscirebbero invece tutti i politici: i miccicheiani Michele Cimino e Titti Bufardeci, gli autonomisti Lino Leanza e Roberto Di Mauro, i finiani Luigi Gentile e Nino Strano (malgrado il governatore abbia pubblicamente lodato l’azione dell’assessore al Turismo). Ieri era palpabile la tensione fra gli assessori (uscenti) del Pdl Sicilia. Fra le new entry, la principale sarebbe quella di Giuseppe Verde, preside della facoltà di Giurisprudenza a Palermo, da molti considerato vicino proprio a Miccichè.
Va detto che Lombardo ha aggiunto di essere in rapporti buoni con Berlusconi ed eccellenti con Miccichè. Ma la tensione con gli uomini più vicini al premier è comunque evidente. Ieri il governatore ha risposto ironicamente all’appello che il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, gli aveva rivolto per accelerare la chiusura della crisi e riferire in Parlamento: «Do il bentornato dalle vacanze a Cascio». Il quale ha replicato: «Con l’ironia non si risolvono i problemi della Sicilia».
Il coordinatore del Pdl ufficiale, Giuseppe Castiglione, ha confermato contatti con Miccichè per una ricomposizione dello scontro: la trattativa ruoterebbe intorno alla possibilità che Miccichè, in caso di elezioni, dia vita a una lista autonoma ma collegata a quelle che presenterà il Pdl ufficiale. Un’intesa in questo senso però non è stata ancora raggiunta e il sottosegretario in ogni caso è tornato a parlare di quel partito del Sud che da anni anima le sue mosse.
Oggi Lombardo aprirà le consultazioni formali con gli alleati, per sottoporre lo schema ipotizzato. Si comincerà con il rutelliano Mario Bonomo, che ieri ha chiesto a tutti i partiti di lasciare a Lombardo la scelta sul governo e concentrarsi invece sulla manovra correttiva da 500 milioni: «Piuttosto che ingessarci attorno alla formula di governo da varare, pensiamo tutti a spingere la barca della Sicilia. La manovra correttiva non può essere vista come strumento di una sola parte». Possibile già oggi anche un contatto fra Lombardo e Miccichè. Mentre si alza la tensione nel Pd, dove Giovanni Burtone, Bernardo Mattarella e Bartolo Fazio hanno chiesto la convocazione degli organi dirigenti del partito.

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