Atletica, Howe vola sui 200 a Milano

Il vicecampione mondiale di salto in lungo torna al suo antico amore con un tempo favoloso. "Nemmeno io mi aspettavo di andare così forte"

MILANO. In passato, sulla pedana del salto in lungo, gli capitava di distrarsi osservando i 100 e 200 metri. Da ora Andrew Howe ha la certezza di poter correre quelle gare ad alto livello. Gliel'ha data il 20"30 sui 200 metri con cui ha dato spettacolo alla Notturna di Milano, un tempo superiore di soli 2 centesimi al primato personale fissato nel 2004, quando aveva 19 anni.  "Forse ho sbagliato specialità... Sono allibito, nemmeno io mi aspettavo di andare tanto forte - ha ammesso il primatista azzurro del lungo, che ha preceduto lo svizzero Mark Schenberger ed Emanuele Di Gregorio e negli ultimi metri ha trovato anche tempo ed energie per alzare le braccia e voltarsi esultante verso le tribune.


Ora inizia un nuovo Howe, mi dedicherò solo alla velocità e accantonerò il salto in lungo finché il piede non sarà guarito del tutto: sarà la mia redenzione". Contando la gara a inizio maggio, era la seconda volta dopo diverso tempo che si cimentava con la velocità. Un inverno di lavoro specifico, senza gli infortuni che lo hanno condizionato quest'anno potrebbe portare Howe in alto. "Se scendo sotto i 20 secondi forse posso puntare alla finale mondiale - sorride l'azzurro - ma devo migliorare ancora molto".  


Un giorno potrebbe trovarsi nella corsia al fianco di Cristophe LeMaitre, il primo bianco a scendere sotto il muro dei 10" nei 100 metri. Su questa misura il francese campione europeo (di 100 e 200) ha dominato la gara di Milano (10"18), la sua 17/a stagionale (mai sopra i 10"24). "Come al solito sono partito male, ma poi ho recuperato - ha spiegato - Il tempo non è il massimo, ma ero qui a Milano solo pervincere". Più che buono, invece, il tempo (1'58"16) con cui la tanto discussa Caster Semenya ha regolato le colleghe sugli 800 metri, una gara rallentata dalla caduta in cui all'inizio del secondo giro è finita a terra l'azzurra Elisa Cusma, delusa e con un taglio sullo stinco.   


Meglio è andata la serata per altri azzurri. Giuseppe Gibilisco ha chiuso primo a pari merito (5.70) con il tedesco Malte Mohr nel salto con l'asta, Antonietta Di Martino ha vinto la gara del salto in alto (1.93), Simona La Mantia seconda in quella del triplo, con sei salti in crescendo ma sotto i 14 metri. Contento alla fine anche il campione paralimpico sudafricano Oscar Pistorius, che nei 400 metri è arrivato 4/o realizzando il suo primato stagionale (46"48). Nei 3.000 ottima prestazione dell'etiope Alamirew.

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