Traffico di rifiuti, c'è l'ombra della mafia

Il procuratore aggiunto di Palermo Antonino Gatto: "Ci sono segnali che vanno verificati. Non possiamo escludere il coinvolgimento di Cosa Nostra"

PALERMO. "Non possiamo escludere che ci sia la criminalità mafiosa dietro il traffico di rifiuti che abbiamo scoperto". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonino Gatto a margine della conferenza stampa alla Capitaneria di Porto.
"L'organizzazione potrebbe anche essersi mossa - ha aggiunto - con il benestare di Cosa nostra. Abbiamo qualche segnale in tal senso che va verificato. Se ci sia Matteo Messina Denaro dietro lo smaltimento illecito dei rifiuti a Castelvetrano? Al momento diciamo che non ci sono elementi per affermarlo, ma continuano ad indagare". Il riferimento sarebbe alle "fonti confidenziali", così vengono definite dagli investigatori, che avrebbe contribuito all'indagine e secondo cui i boss potrebbero avere utilizzato il business dei rifiuti speciali per riciclare denaro sporco.    
L'ammiraglio Domenico Passaro, comandante della Capitaneria di Poto di Palermo, ha sottolineato, invece, il "ruolo strategico del Nucleo speciale di intervento, la cui creazione é stata espressamente richiesta dalle Procure della  Repubblica per potere contare su personale specializzato". E sulla grande professionalità del Nope, il nucleo di tutela protezione ambientale dei vigili urbani, si è soffermato anche Serafino Di Peri, comandante della polizia municipale di Palermo: "Il nostro è stato il primo nucleo organizzato in Italia e oggi mettiamo il nostro lavoro al servizio di tutti. Quando le forze dell'ordine collaborano tra di loro si raggiungo importanti risultati".

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