Miccichè: "Gli elettori meritano fedeltà"

Il leader del Pdl Sicilia attraverso il suo blog: "Il patto con chi ci vota è sacro, bisogna rispettarlo". E la Sicilia "non ha bisogno di tecnici"

PALERMO. Fedeltà agli elettori e no ad un governo tecnico in Sicilia. Gianfranco Miccichè "sposa" la teoria del ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo e si lancia in una lunga riflessione sul suo blog personale.  "Chi governa, chi e' maggioranza deve rispettare la politica, deve rispettare gli elettori; ma deve farlo anche chi non governa, chi e' opposizione e ha il dovere di rimanerci e da li' mantenere un ruolo che e' fondamentale in un sistema democratico, e' confronto, e' controllo, e' garanzia di pluralismo".


E  ricorda: "'Coerenti e leali con gli elettori': era, questo, uno slogan usato dal Ccd, in una campagna elettorale di diversi anni fa. Quello slogan non e' solo uno slogan, e' un diktat della coscienza civico-politica dell'eletto. Cio' vale per tutti gli eletti, pero' vale un po' di piu' per l'eletto a governare. Eletto, termine che deriva dal latino eligere (scegliere), indica colui che viene scelto dalla collettivita', colui che sigla un accordo con il popolo e ha il dovere di mantenerlo, in una sorta di strettissimo rapporto sinallagmatico, piu' vincolante di un patto di sangue, in cui l'eletto si obbliga a realizzare il programma (e a realizzarlo assieme ai suoi alleati, con lui piu' votati) e il popolo a dargli ancora fiducia. Chi rompe questo rapporto si assume una grande responsabilita', etica  e politica. L'eletto non puo' quindi cambiare in corso d'opera". I


nfine un implicito riferimento al caso siciliano e al lavorio in corso per il Lombardo quarto, alla luce anche della posizione dei finiani. "I tecnici gestiscono - si legge ancora nel blog - mentre il popolo vuole essere governato, ha il diritto di essere guidato dai condottieri che esso stesso sceglie. Il popolo sceglie e pretende che quella scelta non venga ribaltata, demanda e pretende che quel compito venga assolto e, infine, valuta. Questa e' la democrazia".

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