Usura, banda fermata a Varese: il capo è un catanese

Secondo la polizia i prestiti arrivavano al 200 per cento. Sono 30 le vittime accertate, alcune delle quali hanno rifiutato di collaborare con le forze dell'ordine per paura di ritorsioni

VARESE. Avrebbero reclutato le proprie vittime fra famiglie e piccoli imprenditori in difficoltà economica, concedendo prestiti con tassi di interesse che superavano il 200% annuo per un giro d'affari di oltre 500 mila euro. I carabinieri hanno arrestato cinque persone con l'accusa di usura, estorsione e riciclaggio, smantellando un'organizzazione criminale che operava da anni in provincia di Varese e di Milano.
Sono 30 le vittime accertate, alcune delle quali hanno rifiutato di collaborare con le forze dell'ordine per paura di ritorsioni. Il capo dell'organizzazione sarebbe un pregiudicato originario di Catania.
Secondo quanto è emerso dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Varese Raffaella Zappatini, l'uomo trattava direttamente con le vittime, che si rivolgevano a lui con estremo rispetto. Alcuni intermediari lo affiancavano nelle operazioni di riscossione, che avvenivano nella maggior parte dei casi all'esterno di un bar di Busto Arsizio.

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