Islam, gli errori di Gheddafi sul ruolo della donna

Dopo tutto ciò che si è detto e scritto sulla visita ufficiale del colonnello Gheddafi in Italia possiamo riflettere a mente un poco più riposata su uno dei punti controversi.
Gheddafi ha pronunciato molte frasi avventate, che nessun capo di Stato avrebbe mai pensato di proferire in un paese che l'ospita (immaginiamo il finimondo che si sarebbe scatenato su Silvio Berlusconi, in visita in un qualsiasi paese musulmano, se si fosse permesso di dire che il cristianesimo è una grande religione o tentare di compiere azione di proselitismo là dove è attività proibita, punibile anche con la morte).
Gheddafi è forse vittima di preconcetti o di letture sbagliate soprattutto quando parla della condizione femminile: rivolto a un pubblico di belle ragazze romane "affittate" tramite apposita agenzia per ascoltare le sue verità. "Da voi in Europa" disse lo statista in costume beduino "le donne guidano treni o dormono da sole in albergo. Ma lo fanno per una dura necessità. Da noi esse sono libere di scegliere, ma preferiscono le cure della famiglia". Battute ad effetto.
E se è vero che in Libia, come in Tunisia e in qualche altro paese islamico la donna non è segregata, non è costretta a nascondere la sua figura sotto il velo nero integrale del burqa, non è considerata semplice fattrice di bambini o robot che sa solo preparare il pranzo, è altrettanto vero che nessuna donna oserebbe mai mettersi sul mercato del lavoro per mansioni usualmente svolte dai maschi.
Per una donna che ha trovato il coraggio di scendere in politica, nel mondo musulmano, centomila donne quel coraggio non l'hanno e si devono rassegnare al predominio dell'uomo, in famiglia e fuori.
Gheddafi ha esortato le ragazze della sua platea a compiere una rivoluzione liberatoria: ignorando che la emancipazione femminile in Occidente risale a oltre due secoli fa ed ha vinto nonostante i contrasti e i tranelli degli uomini. Dire che in Occidente esiste la parità in quasi tutti i campi della vita è fare un'affermazione banale.
Ci meravigliamo che nell'entourage del colonnello non vi sia un consigliere con un minimo di cultura storica da spiegargli che certi temi è meglio lasciarli perdere, rischiano di diventare boomerang.
Non è forse un paese musulmano l'Iran, dove si condanna allegramente alla lapidazione una donna adultera e si dà spudoratamente della puttana a chi, come la moglie del presidente Sarkozy, ha difeso la condannata? In molti luoghi in cui vige la sharia alla donna sono negati i diritti più elementari: nella libertà di parola, nella libertà di spostarsi (in Arabia Saudita mai da sola, mai con un uomo che non sia stretto familiare, mai alla guida di un'automobile) e nella sottomissione obbligata, nella convivenza coatta con altre mogli, nel ripudio che non è reciproco ma deciso sempre e soltanto dal marito. Sino alla infibulazione, che non è una regola religiosa ma una consuetudine applicata anche in paesi più avanzati, come l'Egitto.
E proprio in Egitto anni fa suscitò scandalo un servizio televisivo della CNN che descriveva un orrendo intervento compiuto senza anestesia dal barbiere di un villaggio nel Delta del Nilo su una bambina di tredici anni, e non risparmiava nulla, le grida di dolore della vittima, la barbarie imperturbabile dell'officiante, l'affaccendarsi euforico di megere intorno al giaciglio di paglia.
Sempre in Egitto, ritenuto un o dei posti più "laici" ai tempi del presidente Sadat la famosa giurista e ministro degli Affari Sociali Aicha Rateb fu mandata dal governo in Francia per una missione importante ma non potè partire perché il marito le negava il consenso. Richiamandosi alla sharia quell'uomo riuscì a fermare al decollo l'aereo su cui viaggiava la moglie e non ci fu niente da fare.
Sono episodi che il colonnello libico non può ignorare. E sarebbe facile trovarne migliaia, anche più significativi per rispondere che in una gran parte del mondo islamico alla donna non è consentito ciò che invece viene permesso all'uomo.
Fortunatamente non dappertutto si scende alla barbarie, ed è sulla speranza di una difficilissima riscossa delle donne con l'aiuto dei musulmani "moderati" che si fonda la possibilità di un dialogo inter-religioso. Ma le millanterie di Gheddafi non ci sembrano la strada giusta.
fondi@gds.it

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