Acli Terra: in Sicilia vendemmia dimezzata ma i prezzi delle uve non aumentano

PALERMO. "Secondo la legge di mercato, se il prodotto diminuisce il suo prezzo dovrebbe aumentare. Anche se a volte la differenza di prezzo viene percepita più dai consumatori che dai grossisti che acquistano la merce dai produttori. E lo stesso sta accadendo in Sicilia per questa vendemmia che ha registrato una diminuzione della produzione di uve di circa il 50% ma non un aumento dei prezzi". Lo sostiene Acli Terra Sicilia, l'associazione professionale agricola che ha condotto un'indagine nella regione per mettere in luce eventuali distorsioni nel mercato delle uve.
"La campagna  2010 in Sicilia è certamente condizionata da alcuni fattori che hanno determinato una riduzione della produzione - spiega il presidente di Acli Terra, Nicola Perricone -. Incidono sulla produzione sia la 'vendemmia verde' che riduce, con circa 10.000 ettari interessati, la produzione di uva di circa 900.000 quintali, sia i premi per l'estirpazione definitiva che hanno ridotto la superficie vitata siciliana di 5.000 ettari in due anni. In questo contesto gli aspetti positivi di un andamento climatico favorevole e di una eccellente qualità delle uve, potrebbero far presagire un incremento del prezzo dell'uva con conseguente incremento del reddito per le imprese. Ma in realtà ciò non accade".

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