Palermo, in crescita il numero delle aziende

E' boom di bar, ristoranti e pizzerie. Solo nel 2010 ci sono state 252 nuove aperture. Ad oggi si contano 27.667 esercizi che operano nei diversi settori commerciali

PALERMO. Crescono le aziende commerciali in città: è boom di bar, ristoranti e pizzerie, che adesso rappresentano il vero effetto traino dell'economia cittadina. Nonostante la crisi, gli imprenditori non hanno rinunciato ad investire per aprire nuove attività. Dai dati del servizio informatizzato dello sportello unico per le attività produttive del Comune, ad oggi sono 27.667 le aziende che operano nei diversi settori commerciali. Il maggior numero è concentrato nel cosiddetto commercio fisso (13.390), suddiviso a sua volta in piccoli negozi entro 200 metri quadrati (12.772), medie strutture di vendita (588) e grandi strutture (30). Tra i pubblici esercizi (3.048) la divisione è tra ristoranti (908), bar (1458), intrattenimento (152), bar senza alcolici (10) e circoli privati (520). Una parte consistente del commercio è legata alle attività sulle aree pubbliche (6.800): ambulanti con concessione pluriennale (349), ambulanti dei mercatini rionali (2.030) e ambulanti itineranti (4.421).
Negli ultimi tre anni, per le macroaree più significative del commercio (aree pubbliche, artigianato, commercio fisso e pubblici esercizi) il numero delle aziende attive ha segnato variazioni in positivo. Se nel 2009 i negozi segnavano un incremento dello 0,9% (123 nuove attività, che coincidono con l'apertura dei negozi all'interno del centro commerciale Forum) rispetto all'anno precedente, ad agosto 2010 l'asticella pende verso un meno 0,6% rispetto al 2009. Strada in discesa, invece, per i pubblici esercizi, cresciuti notevolmente negli ultimi tre anni: da 2.804 del 2008 si è passati a 3.048 di agosto 2010, con 252 nuove aperture.
«È l'effetto della liberalizzazione - dice l'assessore alle Attività produttive, Felice Bruscia -. Se prima le aperture dei pubblici esercizi erano vincolate da soglie fisse oltre le quali non si potevano concedere nuove autorizzazioni, i cosiddetti contingenti, oggi il libero mercato ha permesso con più facilità di aprire molti più bar e ristoranti».
Incassa il successo la Fipe-Confcommercio. «Mi aspettavo questa esplosione di apeture - dice il presidente provinciale, Gigi Mangia -, ma attenzione a non innescare un meccanismo che potrebbe risucchiarci in un buco nero. Più che nuove aperture serve un processo di riqualificazione del pubblico esercizio, una politica di sostenibilità che stia attenta a diversificare l'offerta per dare un ventaglio più ampio di scelta».
Al successo dei pubblici esercizi si allinea anche il boom di autorizzazioni anche sul commercio nelle aree pubbliche (ambulanti e mercatini). Tra il 2008 e il 2010 sono state rilasciate 336 nulla osta, da 6.564 a 6.800.
«Se i dati rispecchiano il commercio palermitano, la tenuta dei piccoli negozi dimostra che l'impatto della grande distribuzione non c'è stato. Probabilmente il commercio soffre anche di altro - afferma il presidente di Confesercenti, Giovanni Felice -. Bisogna rilanciare le politiche commerciali e non guardare il comparto come un settore rifugio, anche se, nonostante tutto, il commercio sembrerebbe l'unico settore dove arrivano molti investimenti. L'aumento delle autorizzazioni sulle aeree pubbliche, soprattutto gli ambulanti - conclude Felice - potrebbe rappresentare un primo sbocco verso l'abusivismo, visto che non sono tutti che si trasformano in impresa iscrivendosi alla Camera di commercio».

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