“Palermo capitale europea della cultura nel 2019”

La sfida della giunta comunale. Il titolo porterebbe nelle casse di Palazzo delle Aquile 30 milioni da Bruxelles per eventi artistici

PALERMO. Nove anni per fare di Palermo una capitale europea della cultura. È la sfida che la giunta comunale ha deciso di intraprendere, prevedendo di richiedere uno stanziamento iniziale di poco meno di cinquecentomila euro alla Regione ma ribadendo comunque il ruolo da capofila di Palazzo delle Aquile, nonostante la stessa proposta qualche tempo fa fosse stata avanzata dall’assessore ai Beni culturali Gaetano Armao.
Patti chiari e amicizia lunga con la Regione per il vicesindaco Francesco Scoma che, con il resto dell’esecutivo, ha dato il via libera alla candidatura di Palermo come “Capitale europea della cultura”, nell’ambito dell’iniziativa voluta dal Parlamento europeo e dal Consiglio a partire dal 2007 e fino al 2019. Una data di scadenza lontana ma necessaria affinché la città arrivi pronta ad un incarico del genere: «È l’ultimo anno disponibile – spiega Scoma – ed è un anno in cui dobbiamo scontrarci con rivali tutto sommato alla pari come Venezia, L’Aquila, Matera e Verona». E se la città dovesse farcela, potrebbe contare su un finanziamento comunitario che fino allo scorso anno è stato di trenta milioni di euro. «Vincere questo titolo è molto importante – continua il vicesindaco – significa avere almeno una manifestazione al giorno per 365 giorni, oltre che l’accesso ai contributi europei».
Viene da sé però chiedersi se la città è in grado di farcela e se le strutture ricettive siano capaci di rispondere ad una richiesta che di certo aumenterebbe. «Per la fase iniziale – spiega – sono necessari fondi per meno di cinquecentomila euro, che serviranno a permettere la creazione del logo e la sponsorizzazione. Li chiederemo alla Regione – sottolinea Scoma – che non vedo per quale motivo non debba darceli. Spero di certo non per puro campanilismo. Se non dovessero arrivare, faremo ricorso ai privati. In caso di vittoria, supporteremo le strutture cittadine che ne hanno bisogno».
Intanto, per avviare il progetto di candidatura è stata bandita una gara rivolta a 60 giovani che, se selezionati, dovranno mettere a punto il percorso artistico-culturale che la città vorrà sostenere lungo tutto il 2019. «Saranno reclutati entro la fine di settembre, anche se sarà una collaborazione gratuita. Certo – annuncia il vicesindaco – se dovessimo ottenere il titolo, allora con i fondi che arriveranno provvederemo a dare loro delle borse di studio». Scoma parla poi di una prima bozza operativa, a cui ha lavorato con la sovrintendente Adele Mormino, per il potenziamento della rete museale cittadina e provinciale. «Centri come Monreale e Cefalù saranno con noi – spiega –. in questi casi ogni colore politico si abbatte». Naturalmente, come da tradizione, si punterà tutto sul percorso arabo-normanno.

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