Micciché: no al Lombardo quater

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a Tgs: "Non c'è alcun motivo di cambiare. Il presidente della Regione non mi ha parlato di un nuovo governo"

Ospite ieri durante il notiziario di Tgs il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè. Ecco un'intervista sui temi più attuali in Sicilia.

Lombardo ai microfoni di questa trasmissione ha fatto una sorta di appello a Miccichè in cui gli chiedeva "lasci Berlusconi e stia con noi". Che ne pensa?

«Io lascio Berlusconi e lui chi lascia? Il Pd chi lascia? Mi sembra un nuovo "Monopoli", una perverso gioco della politica dei palazzi su chi si allontana o avvicina di più. Sono sciocchezze fuori da ogni logica, considerando che in Sicilia ci sono problemi ben più gravi».

Come vedrebbe il nuovo governo Lombardo?
«Si cambia il governo quando c'è un motivo politico. Io non lo intravedo per cui non ne capisco la ragione. Lombardo non mi ha mai parlato di un nuovo governo, di un governo di tecnici e di modificare gli assessori. Tutto è condizionato dal Pd che a me non interessa, non sono a capo del Pd e non ci sarò mai. A livello nazionale ho ottenuto il voto dell'Idv ma non significa che mi interessi».

Salvo per la riforma della sanità, no?
«Lì è stato necessario».

Parliamo del Partito del Sud più che del Pdl Sicilia.
«Circa un anno fa abbiamo immaginato un percorso che potesse essere quello di staccare, nell'interesse della Sicilia, alcune parti delle forze politiche dalla casa madre. Il Pdl si staccava e il Pd pure per costituire un'aggregazione con l'Mpa e parte dell'Udc e realizzare un partito autonomo rispetto alle grandi forze politiche romane, una forza contrapposta alla Lega senza cui nessuno avrebbe più potuto vincere le elezioni. Avrebbe avuto in Sicilia una forza del 35-40 per cento. Noi ci siamo staccati dal Pdl nazionale, il Pd no. Voglio ricordare al Pd che noi abbiamo vinto le elezioni».

Il progetto naufraga per la crisi politica?
«No, spero di no. Se c'è qualcuno che non vuole più proseguire in questa direzione lo deve dire, perché noi andiamo avanti con il Partito siciliano».

Ha contatti con i finiani?
«Li ho con tutti, anche con i finiani siciliani, dal momento che siamo tutti parte di un gruppo alla Regione».

Berlusconi è arrabbiato con lei?
«Non lo è mai stato. Ci incontriamo tutte le settimane, ci parliamo sempre. Il nostro è un mestiere che si occupa della gestione della cosa pubblica e lo si può fare solo attraverso il confronto».

Ha cercato di dissuaderla?
«In un primo momento, circa due anni fa e per un periodo di qualche mese, si era fatto convincere dagli ex amici di Forza Italia che gli avevano dato notizie false. Adesso il rapporto che ci unisce è come quello tra me e il mio più caro parente. Ineludibile, a prescindere da tutto».

Si parla di conti che vanno male, dei fondi Fas che non arrivano, della manovra che ha messo in ginocchio la Regione.
«Nonostante io non sia innamorato follemente di Tremonti, riconosco che ha evitato il tracollo in Italia, facendo quello che in Grecia non è stato fatto. Cosa che ha richiesto sacrifici per tutti e anche per la Sicilia».

Lei ha delega al Cipe. Ricordo che in una conferenza di alcuni anni fa aveva fatto un annuncio sui finanziamenti per la Palermo-Agrigento. Ma la situazione è rimasta tale e quale.«Noi mettiamo a disposizione le risorse per realizzare alcune infrastrutture. Evidentemente, chi se ne doveva occupare non l'ha fatto. Dipende dalla volontà di Anas di non spendere in Sicilia».

Per lei non è da fare il quarto governo, per i suoi assessori sì.«Sono convinto che Lombardo deve mettere mano ai problemi che ci sono. Nonostante le riforme e gli sforzi fatti, la Sicilia è ferma».

Ci saranno nuove formazioni alle elezioni nazionali?«Si ci sarà qualche formazione nuova, ma il centrodestra vincerà lo stesso».

(Testo raccolto da Paola Pizzo)

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