Il "cimitero" degli autobus a Palermo

Sono 36 i mezzi Amat fermi da circa un anno in un parcheggio privato di viale dell'Olimpo. Da Italia dei Valori si accusa di "sperpero" l'azienda che replica: "Non si sa di cosa si parla"

PALERMO. Costano due euro al giorno e sono fermi lì da circa un anno. Basta fare una semplice moltiplicazione per capire che i 36 autobus Amat depositati nel parcheggio privato di viale dell’Olimpo, in attesa di essere rottamati, costringono l’azienda a sborsare oltre 26 mila euro per dodici mesi. Una spesa non indifferente, in un momento in cui Amat attende i fondi Fas (pari a circa 20 mila euro) per l’acquisto di 50 nuovi mezzi e ha un credito con palazzo delle Aquile di circa 165 milioni di euro.
A portare l’attenzione su quello che è stato ribattezzato il «cimitero degli autobus» è il capogruppo di Italia dei Valori, Fabrizio Ferrandelli, all’opposizione in Comune. Minaccia di coinvolgere la Corte dei conti per stimare un eventuale danno erariale e alza una polemica a cui il presidente dell’Amat, Mario Bellavista, risponde senza mezzi termini: «Evidentemente, non sa di cosa sta parlando». Intanto, bagarre politica a parte, le vetture rimangono ferme nel parcheggio di viale dell’Olimpo e sono inutilizzate almeno dal 2004, anno a cui risale una delibera del Consiglio comunale con cui l’amministrazione ha dichiarato di non volere esercitare alcun diritto di prelazione sui mezzi. Dai dati comunicati dalla stessa azienda in risposta ad un’interrogazione fatta dal capogruppo di Italia dei Valori, nel parcheggio sono fermi 36 mezzi, di cui 32 autobus e 4 autocarri, con una data di immatricolazione che mediamente va dai primi anni del 1980 fino al 1995. Eccezione fatta per un autocarro della Fiat, risalente al 1974.
«Alla mia interrogazione – sottolinea Fabrizio Ferrandelli – è arrivata una risposta falsa sui numeri, in quanto il totale degli autobus da me ispezionato supera il centinaio. Probabilmente li hanno spostati in altre rimesse. In più – continua –, molti mezzi vengono usati come pezzi di ricambio per altri, diventando così inservibili. Un controsenso se poi dicono che per migliorare il servizio servono nuovi mezzi». A rispondere alle accuse mosse dal capogruppo di Italia dei valori è lo stesso presidente di Amat, Mario Bellavista: «Lo invito in azienda dove non ho mai avuto il piacere di averlo – dice – per fargli rendere conto di come gestiamo le continue emergenze, sottolineando che siamo riusciti a risparmiare nove milioni di euro», a fronte di un 2009 chiuso con un passivo di quasi 7 milioni. Stando a quanto spiegato dall’azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano, sulla questione dei mezzi fermi nel parcheggio di viale dell’Olimpo, «rottamare una vettura costa tra i due e i cinquemila euro – dicono –, motivo per cui è più conveniente darle in cambio al momento dell’acquisto dei nuovi mezzi, che si farà non appena verranno stanziati i soldi».

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