Scandalo di un'incapacità gestionale che diventa vergogna

Ci eravamo lasciati lo scorso 17 aprile con la firma di un agognato e risolutivo accordo: aumento dell’orario di lavoro dei custodi e Abatellis - principale gioiello incastonato nel collier museale palermitano - finalmente aperto mattina e pomeriggio, senza sale sbarrate e capolavori negati ai visitatori. Tre mesi e mezzo dopo, siamo punto e a capo: quell’accordo ha esalato l’ultimo respiro senza che, spentisi i fari dell’attenzione mediatica, qualcuno si sia preoccupato di ravvivarlo. Evidentemente quella che l’assessore regionale ai Beni culturali Gaetano Armao definiva a marzo una situazione «intollerabile e scandalosa», è stata progressivamente derubricata alla voce «fastidio di second’ordine». E così lo scandalo si ripropone tale e quale. All’Abatellis ci sono anche troppi custodi di mattina, ma mancano quelli per aprire di pomeriggio. E nei festivi si riducono a tal punto da impedire la fruizione di tutti gli ambienti espositivi negli orari di visita. Eppure avevamo scoperto che una parte degli oltre mille addetti della società «Beni culturali spa» erano stati dirottati negli uffici a sorvegliare fax e scrivanie. Da lì se ne sono andati, ma non è bastato. Così lo scandalo dell’incapacità gestionale tracima nella vergogna del dolo amministrativo.

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