Carceri, cresce l'allarme: "Sovraffollamento genera incidenti"

Poco più di 8 mila detenuti in 26 istituti penitenziari. Aumentano le difficoltà nella gestione. Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Orazio Faramo: "Presto nuove strutture e nuovi agenti"

PALERMO. Poco più di 8 mila detenuti in 26 istituti penitenziari. Le ombre del sovraffollamento scorrono tra le celle delle carceri siciliane. Un problema che può generare, secondo i sindacati, ulteriori difficoltà nella gestione dei detenuti e facilitare episodi di aggressioni ai danni degli agenti.  Così le parti sociali continuano a chiedere incrementi del personale penitenziario. Misure necessarie per ripristinare il rispetto delle norme comportamentali negli «spazi dell'eccezione». E sembrano esservi segnali positivi, come conferma il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Orazio Faramo.


Qual è la stima delle carenze nell'organico della polizia penitenziaria in Sicilia?


«Sono in servizio in tutta la regione circa 5 mila agenti. Per far fronte con successo, però, alle necessità della vita carceraria ve ne dovrebbero essere 500 in più. Si tratta di una carenza stimabile attorno al 10 per cento».


Sono in programma interventi per incrementare il personale?


«Con l'entrata in vigore della Finanziaria sono previsti a breve concorsi per 2 mila agenti in Italia. In più si stanno espletando le procedure per sostituire i circa 700 che sono andati recentemente in pensione».


Ci si sta muovendo anche per ammodernare le carceri?


«Contiamo di aprire entro fine anno la casa di reclusione di Gela. Sposteremo a breve anche la sede di quella di Favignana. Inoltre, il piano carceri prevede in Sicilia per i prossimi anni la costruzione di 4 nuovi istituti».


Dall'inizio dell'anno si registrano in Sicilia sei casi di suicidi. Quanto può incidere la vita carceraria in questi fenomeni?


«Dietro questi episodi troppo spesso si nascondo vicende ragioni e problemi familiari. Certamente stare in carcere non è una soluzione ideale per le loro difficoltà.  Però, non credo che si possa dire che ci si suicidi per il sovraffollamento delle celle».

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