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Burgio, il paese dei portali artistici

L’esistenza dei portali è comunemente legata alle cave di pietra, che per oltre un secolo di vita, costituirono un fattore essenziale dell’economia burgitana.
Le cave che si trovano a poca distanza dall’abitato erano in parte di proprietà della famiglia De Michele e in parte del Comune. In queste cave attingevano gratuitamente i pirriatura (picconieri), che servendosi di piccone e mannaia estraevano i blocchi di pietra per venderla agli scalpellini del luogo. Talvolta i pirriatura erano gli stessi scalpellini che estraevano la pietra da lavorare.
Gli ornamenti architettonici dei numerosi portali che si trovano all’ingresso delle chiese, dei palazzi nobiliari e di alcune abitazioni testimoniano che a Burgio dovettero esistere dei veri esperti nel maneggio dello scalpello. In tutto il centro storico se ne possono contare un centinaio di cui il più antico è quello con i gendarmi napoleonici sito nel corso Vittorio Veneto, datato 1818. Inoltre il portale San Michele comunemente conosciuto come Trafficante che si trova all’uscita del paese verso San Carlo, il portale dell’abitazione della famiglia Rizzo sito nel corso Vittorio Veneto; il portale dell’abitazione della famiglia Valenti sito in via Trieste, il portale dell’abitazione della
famiglia Ferrantelli sito in via Marconi, i portali di palazzo De Michele e di palazzo Colonna siti in piazza Umberto I.
La diversità dei portali, che costituiva il tratto distintivo della classe sociale di appartenenza, si può notare soprattutto nella varietà delle decorazioni e nello spessore degli stipiti laterali e dell’archetto superiore dove compaiono le iniziali del proprietario dell’abitazione o sono raffigurati degli oggetti che hanno ciascuno un particolare significato. Infatti nella parte centrale dell’archetto superiore del portale sito in via Marconi sono raffigurati gli organi genitali che simboleggiano prosperità e fecondità per gli abitanti della casa.
L’espressione semplice dell’arte che si nota nei portali, costituisce l’elemento fondante del rinomato artigianato artistico degli scalpellini.

Mariano Bonaccorso
Burgio (AG)

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