Palermo, il caso dei cani con il microchip ma senza padrone

Accade nel canile municipale del capoluogo isolano. I 12 animali risultano regolarmente iscritti all'anagrafe, ma i proprietari non sono ancora stati trovati

PALERMO. Hanno il microchip ma non il padrone. È lo strano caso che si verifica al canile municipale dove una dozzina di cani recuperati nei mesi scorsi per le vie della città resta in gabbia in attesa degli accertamenti dei vigili urbani. Gli animali risultano regolarmente iscritti all'anagrafe canina, così come prevede la legge sul randagismo, ma i proprietari non sono stati ancora trovati. L'argomento è stato affrontato a Ditelo a Rgs.
"Da mesi - ha raccontato un'animalista, Teresa D'Alcamo - al canile ci sono 13 cani col microchip ma senza proprietario. I vigili urbani che operano al canile non fanno accertamenti». E accade anche il paradosso. «Martedì - ha aggiunto l'animalista - un cittadino che aveva smarrito il cane e fatto regolare denuncia, è andato al canile. Lo ha trovato lì e gli sono stati chiesti anche 300 euro per averlo ospitato per alcuni giorni. Se i vigili avessero fatto gli accertamenti, questo non sarebbe accaduto». Francesco Francaviglia, responsabile dell'unità operativa di Igiene urbana al canile, ha spiegato: «In effetti ci sono delle difficoltà nel rintracciare i proprietari dei cani rinvenuti per strada e registrati all'anagrafe col microchip. Il compito è assegnato alla polizia municipale che ha la titolarità del problema del randagismo sul territorio».
Il comandante dei vigili urbani Serafino Di Peri assicura che le verifiche non mancano: «Per il momento - ha spiegato - al canile ci sono 12 cani con microchip per i quali stiamo cercando il proprietario. Tre sono arrivati da pochissimo. In altri tre casi, invece, i nostri uomini non sono riusciti a rintracciare i proprietari perché non sono più residenti a Palermo, ma a Napoli, Reggio Calabria e in altri comuni. Abbiamo quindi chiesto ai colleghi della polizia municipale delle altre città di procedere agli accertamenti. Per gli altri animali, invece, stiamo continuando le verifiche perché i proprietari sono irrintracciabili. Ma li troveremo. A quel punto scatterà la denuncia penale».
La polizia municipale è addetta anche al controllo in strada dei cani, per verificarne la registrazione all'anagrafe canina. E Di Peri ammette che in questo servizio qualche difficoltà c'è stata, ma il problema ora è superato. «Dal 2005 al 2007 il nucleo cinofilo ha svolto un ottimo lavoro. Nel 2008 e nel 2009, invece, questo incarico era affidato solo ai vigili all'interno del canile e così abbiamo avuto un abbattimento notevole di esposti e pratiche concluse. Dal 2010 però, questo presidio e il nucleo cinofilo lavorano insieme e nei primi 6 mesi sono stati effettuati 50 accertamenti ed elevate 5 contravvenzioni». Nel 2005, i controlli sono stati 51 e 8 i verbali, nel 2006, 140 verifiche e 15 multe. Il picco più alto nel 2007 con 205 accertamenti e 22 contravvenzioni. Il calo nel 2008 e nel 2009: 59 controlli e 3 multe e l'anno dopo 19 verifiche e solo 6 verbali.

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