Fiat, Lombardo: "Trovato un imprenditore, adesso tocca a Berlusconi"

L'investitore sarebbe Gian Mario Rossignolo. Il governatore siciliano chiede dunque di "velocizzare i tempi per sbloccare la pratica Termini Imerese"

PALERMO. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, sollecita il governo Berlusconi a "sbloccare la pratica Termini Imerese", la fabbrica che Fiat ha deciso di chiudere a fine 2011. E lo fa perché all’orizzonte si profila l’interesse di un imprenditore che vorrebbe investire sull’azienda. Si tratterebbe di Gian Mario Rossignolo.
“Per il futuro di Termini la Regione è pronta - dice Lombardo -. Roma faccia immediatamente la sua parte. Diamo per scontato che Fiat vada via. Vuole il governo, una volta per tutte, fare la sua piccolissima parte perché il patrimonio di esperienza e di competenza che centinaia di lavoratori hanno acquisito nell'indotto e nella fabbrica non vada disperso?". "Abbiamo selezionato alcune proposte in accordo con il governo nazionale, con il ministero dello sviluppo economico e con Invitalia - spiega il governatore -. Una di queste, in particolare, soddisfa tutti dal governo all'ente locale ai lavoratori e alla Regione che si è impegnata ad investire risorse che sono oggi disponibili e pronte ad essere impiegate". "Vogliamo, una volta per tutte, sbloccare questa pratica e far sì che da prima che vada via la Fiat, questo imprenditore possa cominciare a lavorare, visto che garantisce gli stessi posti di lavoro, realizza vetture con margini di profitto e senza lamentare, come faceva Fiat, di perdere mille euro a vettura?", chiede Lombardo. "Non ci vorrebbe molto - prosegue - Ci sono le risorse stanziate dal governo regionale e lo stabilimento si è impegnata la Fiat a lasciarlo". L’imprenditore in questione sarebbe Gian Mario Rossignolo e, secondo ambienti della Regione, Lombardo ha già avuto alcuni incontri con Rossignolo, che, in via informale, gli ha esposto il suo progetto, da alcuni mesi sul tavolo dei dirigenti di Invitalia, l'advisor incaricato dall'ex ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola, di valutare le proposte di interesse per la fabbrica siciliana che il Lingotto ha deciso di chiudere a dicembre del 2011. Tra le oltre 20 offerte pervenute al ministero nella fase iniziale, al momento solo 5 sono oggetto di approfondimenti da parte di Invitalia, in attesa di ricevere eventuale altre proposte. Ad aprile alcuni emissari dell'Innovation Auto Industry Spa (Iai), il gruppo di Rossignolo, hanno visitato gli impianti di Termini Imerese, apprezzando le infrastrutture. L'idea è quella di mettere in piedi un piano simile a quello che ha portato Rossignolo, titolare del marchio De Tomaso, ad acquisire lo stabilimento di Grugliasco dal gruppo Pininfarina, attraverso il coinvolgimento nell'operazione della Regione Piemonte. Dal punto di vista finanziario l'operazione avrebbe le coperture. Il governo Lombardo da tempo ha confermato i 350 milioni di euro messi a disposizione per rilanciare il sito industriale di Termini Imerese, che il gruppo Rossignolo utilizzerebbe per produrre auto di alta gamma. In via informale ci sono stati contatti anche con rappresentanti sindacali che però aspettano di conoscere i dettagli del progetto.
Il governatore Lombardo propone dunque "da subito un protocollo prima che questo imprenditore, preso dalle nostre lungaggini, faccia saltare il banco". "Sarebbe drammaticamente grave - sottolinea - che noi perdessimo questa opportunità per colpa di ritardi burocratici o di disinteresse politico e amministrativo. Il governo regionale, in accordo con l'ente locale e con i lavoratori e dopo averne parlato più volte in sede nazionale, sollecita che questa pratica si chiuda a giorni, ben prima delle vacanze".

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