Vi racconto cos’è l’identità siciliana

Aurelio Rigoli, presidente del Centro internazionale di Etnostoria, racconta la sua battaglia per tutelare il patrimonio dei beni immateriali siciliano

PALERMO. Aurelio Rigoli è professore emerito di Antropologia culturale dell’Università di Palermo, presidente del Centro internazionale di Etnostoria, luminare in campo internazionale degli studi etno-demo antropologici. L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Gaetano Armao,  lo ha chiamato a rinnovare il 14 luglio scorso,  i componenti della Commissione Rei, strumento di tutela del patrimonio dei beni immateriali siciliano.

Professor Rigoli di cosa parliamo quando ci riferiamo all’Identità?
“Identità è un concetto complesso, e non sempre chiaramente compreso. Almeno nella sua natura intrinseca. Spesso per identità si intende quel retaggio ‘popolare’ che si manifesta in modi e forme di folklore lontanissime dall’identità culturale vera di un popolo. L’identità è razionalità, conoscenza”.

In che senso?
“Nel senso che memoria ed eredità culturale, sono elementi essenziali dell’identità”.

Ad esempio?
“Le sagre con cui molti paesi della Sicilia propongono l’immagine dei propri luoghi non sono segni di un’identità, bensì semplici eventi popolari. Manifestazioni in cui persone si radunano per evasione, dove il cibo è un pretesto, ma dove non si rintracciano ‘riti’ ancestrali che pur rinnovandosi caratterizzano un popolo. Invece ad esempio, e diversamente, le celebrazioni in onore di San Giuseppe, diffuse dappertutto in Sicilia, segnano un momento fortemente simbolico, di carattere collettivo e culturale. Pur rinnovandosi con tempo mantengono elementi di continuità. Si tratta in questo caso di un rito che non ha perso i contorni né della tradizione né dell’identità popolare. In cui il ‘contagio’ garantisce la durata del gesto. Lo riempie di significato rendendolo eredità”.

Come si possono salvaguardare e tramandare questi beni che sono “immateriali”?
“È lo scopo di una vita. La mia. È l’insegnamento di Giuseppe Pitrè, che proprio in questi giorni è celebrato come padre della identità siciliana. Non senza difficoltà, anche il Centro internazionale di etnostoria compie il ruolo di custode dell’Identità culturale siciliana. Oggi, per volere dell’amministrazione regionale esiste uno strumento importantissimo che è la commissione Regionale per il registro dell’eredità immateriale (Rei). Ha il compito di stabilire, attraverso una metodologia rigorosa e di grande attenzione, cosa sia tradizionale e cosa soltanto popolare. Dunque di preservare dalla banalizzazione individuando quegli indicatori etnostorici identitari della Sicilia, quelli in cui risiede la più veritiera immagine della nostra Isola. Per questo ho anche proposto che venga istituita una ‘Cattedra’ Pitrè”.

Di cosa si tratta?
“Si tratta di un’istituzione non accademica, libera, di un servizio che, promotore il Centro internazionale di etnostoria, si possa attivare attenzione, studi, eventi sull’Identità Siciliana in senso stretto. Un dispositivo di valorizzazione della tradizione siciliana. Un luogo di confronto aperto a studiosi e appassionati, ad amanti della Sicilia e della straordinaria forza della sua cultura. Quella giorno dopo giorno, individuata e valorizzata dall’Etnostoria, la più attuale antropologia del territorio e delle pertinenti comunità”.


INFOBOXCentro internazionale di Etnostoria
Villa Lina, Piazza Niscemi,  48 - 90146 Palermo
Tel.: 091 7510473; Fax: 091-7510355
E-mail: ciepaler@tin.it

Registro REI sul sito dell’assessorato regionale dei Beni Culturali

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