Fiat, il sindaco di Termini: "Si privilegia il Nord"

Burrafato: "Il governo Berlusconi è ostaggio della Lega Nord". E da Roma pressing su Marchionne per tutelare l'occupazione in Italia

ROMA. Dopo un'accoglienza tiepida all'annuncio di Sergio Marchionne di spostare la produzione della nuova monovolume Fiat in Serbia, in vista del tavolo istituzionale di mercoledì a Torino il Governo entra in pressing sul Lingotto chiedendo il rispetto degli impegni presi, soprattutto sul fronte occupazionale. E anche dall'altra sponda del Tevere, in un'editoriale dell'Osservatore Romano, arriva una bacchettata contro la "delocalizzazione a senso unico".  Venerdì il premier Silvio Berlusconi ha dato il via libera alla delocalizzazione, purché non sia fatta a scapito dell'Italia, mentre ieri i ministri dell'esecutivo hanno usato toni più accesi. Il primo a ricordare alla Fiat i propri doveri è il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli: "A me interessa che lo stabilimento di Mirafiori resti aperto e siano garantiti i livelli occupazionali, investendo come si è fatto a Pomigliano" e su questo "ho fiducia" sul tavolo di mercoledì, dal quale il presidente del Piemonte, Roberto Cota, si attende "un quadro chiaro" delle intenzioni e degli impegni di Fiat.
Intanto a Termini, non si placa il malumore. Il timore è che la politica italiana privilegi il Nord. Protestano i sindacati e fa lo stesso il sindaco Salvatore Burrafato: “Il sospetto è diventato prova – dice –. Il governo Berlusconi è davvero ostaggio della Lega Nord e di Umberto Bossi”. Un servizio completo sulle pagine del Giornale di Sicilia oggi in edicola (domenica 25 luglio 2010).

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