Il costo della sanità



La salute non ha prezzo ma la sanità ha un costo. Anche molto salato. Una verità più volte ripetuta. Sarà anche un'affermazione banale ma dura come il granito. Tanto più in Sicilia dove le inefficienze del sistema hanno provocato una moltiplicazione anomala di costi a carico della collettività. Non ultima la sovratassa Irap che ricade su imprese e professionisti. Una situazione veramente assurda: i costi generati dalla parte più arretrata del sistema economico (la struttura sanitaria inefficiente e clientelare) che si scaricano sulla componente più moderna e dinamica. Una situazione assolutamente paradossale cui ieri l'assessore Massimo Russo ha promesso di porre rimedio. Ha garantito che colpirà tutti gli sprechi e punterà sull'efficienza senza guardare in faccia a nessuno. Indica verità scomode e assumme impegni importanti. Per esempio la revisione degli organici (troppi medici, pochi infermieri).


L'annuncio del maxi concorso da 2.900 posti che, entro fine anno dovrebbe dare una profilatura stabile al personale sanitario nell'isola. La riorganizzazione dei presidi territoriali per razionalizzare le strutture esistenti. In questa maniera il pronto soccorso verrà utilizzato solo per le reali emergenze. Non, come accade oggi, per medicare qualche sbucciatura sottraendo tempo e personale alle attività più urgenti. La riduzione delle code negli ospedali è un altro traguardo da raggiungere. Tutto questo rispondendo alle domande dei cronisti nel corso della trasmissione radiofonica Ditelo a Rgs. Qualcosa di significativo è stato fatto. Basti per tutti l'esempio della gara d'appalto unificata per le forniture di medicinali negli ospedali. Russo ha garantito che andrà avanti su questa strada che porta alla drastica riduzione degli sprechi. Gli impegni però, non bastano. Servono tempi certi e, ovviamente, i risultati. Li aspettiamo. A tutto vantaggio della Sicilia. Soprattutto da parte di professionisti e imprese costrette a pagare prestazioni che non ricevono e sopportare costi di cui non sono responsabili.

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