Non c'è pulizia senza polizia

Venti discariche abusive bonificate e oltre 40 tonnellate di rifiuti rimossi. Il tutto in appena tre giorni. L’intervento avviato dall’Amia offre la misura più eloquente di un fenomeno che a Palermo va ormai tristemente di moda da parecchio tempo. E che ha le sue fondamenta nell’inciviltà e nell’illegalità diffuse di chi si libera di ogni genere di ingombro infischiandosene di norme e decenza; nell’inadeguatezza degli interventi di rimozione da parte di una ex municipalizzata che sta faticosamente tentando di riemergere dalle secche di un crac non ancora del tutto scongiurato; nell’insufficienza dei controlli da parte di chi è delegato a reprimere nuovi abusi. O forse in quest’ultimo caso è più corretto parlare di inefficacia dei controlli, se è vero che da quando, un anno e mezzo fa, è entrata in vigore la legge sulla tolleranza zero in materia di smaltimento dei rifiuti, gli arresti sono stati ben oltre 150, fra città e provincia. Eppure il fenomeno non si è affatto ridimensionato. Lo dimostra il fatto che il piano avviato dall’Amia è appena all’inizio: le discariche abusive sono un centinaio in tutta la città, con una mappatura dinamica che si aggiorna costantemente, fra nuovi siti-immondezzaio che si formano e altri appena ripuliti che tornano a riempirsi di vecchi pneumatici, elettrodomestici arrugginiti, arredi distrutti e ogni altro tipo di sconcezza. Un andazzo che impone di non fermarsi ai soli interventi di bonifica. Perché non c’è pulizia senza polizia. Ed è bene che la tolleranza zero venga ancor più radicalizzata, magari ricorrendo al supporto dell’Esercito. Ne va di mezzo l’igiene (e la decenza) di un’intera città.

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