Assenteisti, una legislazione fin troppo buona

Torna a impennarsi l'assenteismo in Regione. A maggio le giornate non lavorate sono state 13.064. Il 2,3% in più rispetto all'anno prima. Ma il dato più preoccupante è quello della media pro-capite delle assenze: ognuno dei circa 13 mila dipendenti monitorati (quelli delle sedi centrali degli assessorati) non si è presentato al lavoro per 1,07 giorni al mese. Trattandosi di una media è facile immaginare che, in realtà, qualcuno si sarà presentato in ufficio solo quando ne aveva voglia.
Questa considerazione supera la semplice condanna del fannullonismo. In Sicilia purtroppo il problema è ancora più grave. Si vanno a saldare due criticità: i dipendenti assunti che non lavorano e la moltiplicazione dei precari e dei consulenti esterni. Sembra veramente di vivere in un altro mondo. Da tutte le parti in Italia e in Europa i dipendenti pubblici sono nel mirino dei governi. Tagli degli stipendi, blocco del turn-over, allungamento del tempo di lavoro. In Sicilia nulla. Tutto come prima. Anzi peggio visto che l'assenteismo tende ad aumentare. Per compensare i buchi di organico cresce il ricorso alle supplenze. Un girone infernale in cui si sta perdendo definitivamente la credibilità della Sicilia. Complicato, infatti, chiedere la stabilizzazione degli lsu se poi l'amministrazione non riesce a far lavorare nemmeno i dipendenti che ha già in organico. Inutile moltiplicare le buste paga se poi il finale di partita è rappresentato dall'incremento dei fannulloni.
È chiaro che tutto questo è senza senso. Anche perché la situazione tende solo a peggiorare. Le tabelle in possesso di Caterina Chinnici fanno suonare un altro campanello d'allarme. Quello delle giornate di assenza giustificate dall'assistenza fornita a un parente non autosufficiente. È il caso del permesso previsto dalla legge 104, che consente come rimedio estremo anche il prepensionamento. Le singole giornate di permesso per assistere un parente sono quasi raddoppiate negli ultimi tre mesi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La spesa è pari a 800 mila euro. Che dire? Soldi buttati via approfittando di una legislazione fin troppo generosa.

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