Lombardo all’Antimafia: “Ho ribadito le mie tesi”

Conclusa, dopo quattro ore, l’audizione del governatore. “È una vicenda che conosco attraverso la stampa a partire dallo scorso 29 marzo”

PALERMO. Dopo 4 ore la commissione nazionale antimafia ha concluso a Palermo, nella sede della prefettura, l'audizione del presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che uscendo ha spiegato  di aver ripreso quanto dichiarato alla stessa commissione lo scorso 27 gennaio, ribadendo l'attività della sua amministrazione, orientata a riformare alcuni settori strategici come sanità, rifiuti e gestione delle acque.
Lombardo ha anche detto di aver parlato della "fuga di notizie" sull'inchiesta che lo vedrebbe indagato a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa: "Ribadisco – ha sottolineato - che non ho ricevuto una virgola, non un avviso di garanzia né nessuna formale comunicazione. È una vicenda che conosco attraverso la stampa a partire dallo scorso 29 marzo. L'unico dato rilevante è che è stato commesso un fatto delittuoso, o reato che dir si voglia, sul quale sono stato sentito ieri come testimone a Catania e Messina".
Il governatore ha anche parlato della intercettazione telefonica dell'ex assessore del comune di Paternò, Carmelo Frisella, il quale parlando con il senatore Giuseppe Firrarello e con il deputato del Pdl Salvatore Torrisi, componente dell'Antimafia e oggi presente all'audizione, "riferisce – ha ricordato Lombardo - valutazioni o notizie sentite nella segreteria del Pdl nelle quali si afferma, parlando di me, ‘tanto morirà di morte naturale’ e che mi faranno arrestare per una sciocchezza, come le assunzioni durante il periodo in cui ero presidente della provincia di Catania. Questo avviene il 3 aprile 2008, appena 10 giorni prima della mia elezione".
"Lo scorso 3 ottobre - ha concluso Lombardo - guarda caso ho letto su Panorama la notizia del'invio alla Procura di un pacco di 4 chili e mezzo inoltrato da un improbabile mittente e contenente documenti sul mio operato alla provincia di Catania".
Lombardo ha infine parlato dell'affare del termovalorizzatore di Paternò e della poco trasparente compravendita dei terreni.

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