Consulenti, la storia non cambia

Stesso vizio. Stesso pelo. Ancora nuovi consulenti alla Regione. Stavolta sono due. A ingaggiarli l'assessore al Turismo, Nino Strano. Sale così a 372 il totale dei collaboratori che fino a ora hanno avuto accesso alle stanze dell'amministrazione. La spesa supera i 4,5 milioni. Resta sempre da capire se davvero si tratta di personale indispensabile. Le funzioni per le quali è stata effettuata la chiamata appaiono, infatti, abbastanza indefinibili. Scarsa trasparenza che si salda ad un'altra caratteristica: la ripetibilità del contratto. Formalmente i contratti hanno durata di alcuni mesi. In molti casi c'è il rinnovo. Così di proroga in proroga c'è gente che lavora in in Regione da due anni senza concorso e per chiamata diretta. Una domanda: servono davvero tutti questi collaboratori? Oppure siamo di fronte a una forma di clientelismo mascherato che consente agli assessori e alla stessa presidenza della Regione di dare un po' di soldi ad un certo numero di amici?
Difficile rispondere. Tuttavia c'è un modo per diradare ogni dubbio. Vale a dire adottare le procedure indicate dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. Per prima cosa, ovviamente, la regola che un consulente non può avere una tessera politica riferibile a uno dei partiti di maggioranza. Sembra una banalità ma con l'aria che tira anche le ovvietà vanno messe bene in luce. In secondo luogo sarebbe necessario pubblicare prima della firma del contratto il curriculum del candidato. Secondo Lo Bello basterebbero un paio di settimane d'anticipo in modo da dare l'opportunità all'opinione pubblica di valutare se si è in presenza di una personalità realmente eccellente. Infine la pubblicazione di una relazione motivata sulla necessità di arruolare un consulente: si dovrebbe spiegare l'incarico, precisarne la durata e magari anche verificare che all'interno dell'amministrazione non ci sia nessuno che possa espletarlo.
Nessun divieto, come si vede, solo regole di trasparenza. Per il resto si può benissimo far ricorso al personale interno. Difficile pensare che fra ventimila persone non ci sia qualcuno capace di svolgere, senza costi aggiuntivi, il lavoro che viene affidato ai consulenti. Siamo certi che a guardar bene le risorse umane si trovano. Con un doppio vantaggio: valorizzare il giacimento interno di conoscenze e risparmiare un po' di tasse.

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