Il rilancio del nucleare in Italia

Qualcuno aveva profetizzato che, dopo le dimissioni di Gianni Scajola da ministro per lo Sviluppo economico, del nucleare non si sarebbe più parlato. Chi ha buona memoria ha ricordato che negli anni '60 anche Felice Ippolito, pioniere dell'industria nucleare in Italia, venne fermato con inchieste, processi (e condanne penali). Non credo che le due vicende siano confrontabili, ma certo fanno pensare perché entrambi i casi hanno in comune lo sviluppo e il rilancio del nucleare in Italia.
In realtà penso che il vero rischio di nuovi rinvii sia determinato dalla crisi economica che potrà impedire massicci investimenti pubblici per la costruzione delle quattro centrali programmate. Vi sono comunque due notizie positive che fanno ben sperare. Innanzitutto la bocciatura della Corte costituzionale che ha respinto i ricorsi presentati nel 2009 da dieci regioni, a quel tempo tutte di sinistra (Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna, Molise) perché «infondati» e in parte inammissibili. Questa notizia ha dato il «via libera» alla scelta dei siti da parte del ministro ad interim Silvio Berlusconi, anche se il governo sembra orientato verso le località che sono state sedi di vecchie centrali (Trino Vercellese, Caorso, Montalto di Castro, Rovigo e Termoli), anche se non sono da escludere altre candidature e persino delle autocandidature (come avviene in diversi paesi europei, per effetto degli incentivi finanziari), nonostante che i sopravvissuti del partito dei verdi e il neo convertito all'atomo, on. Di Pietro minaccino un nuovo referendum.
Ma vi sono anche importanti novità nel Pd, dove l'ala filo nucleare è uscita allo scoperto con un manifesto firmato da 70 scienziati, parlamentari, imprenditori. Sarà difficile, a questo punto, per Ermete Realacci continuare a sostenere le vecchie tesi di 24 anni fa, subito dopo l'incidente di Cernobyl (o forse è meglio parlare di quell'esperimento folle di alcuni tecnici ucraini che non tennero in alcun conto gli allarmi e ogni altra misura di sicurezza). L'altra buona notizia è che il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo sta mettendo a punto tutte le procedute per far nascere entro settembre l'Agenzia per la sicurezza nucleare, che dovrebbe sovrintendere alla costruzione e gestione dei reattori italiani.
A tutto questo si aggiunga l'accordo con la francese Edf (con Enel ed Edison) e le intese, anche finanziarie, con la Russia. L'obiettivo del governo è di costruire entro tre anni, cioè prima della fine della legislatura, almeno una centrale, che potrebbe essere quella di Corso, possibilmente con capitali privati.
Non sarà facile perché la demagogia, la disinformazione e la paura nucleare sono gli strumenti ancora utilizzati non solo dai fondamentalisti verdi, ma anche da quegli uomini e formazioni ideologiche che pensano di conquistare consensi politici ed elettorali. Ma siamo convinti che oggi i tempi siano profondamente cambiati, rispetto a 24 anni fa, ma i cavalieri dell'apocalisse non se ne sono ancora accorti.

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