Mafia dei Nebrodi, sedici condanne e sette assoluzioni

Sentenza emessa dal Tribunale di Patti al termine del processo scaturito dall'operazione Rinascita. La pena più alta per Sebastiano Bontempo Scavo (17 anni e 8 mesi)

CAPO D'ORLANDO. Sedici imputati condannati a pene complessive per quasi 107 anni e sette assoluzioni. Questa la sentenza emessa dal Tribunale di Patti poco prima di mezzanotte, dopo quasi 15 ore di camera di consiglio, al termine del processo di primo grado scaturito dall'operazione antimafia "Rinascita" portata a termine il 13 giugno del 2008 dalla polizia.     
Alla sbarra i gruppi emergenti della malavita dei Nebrodi che tentavano di ricostruire la propria rete di affari e potere tra Tortorici e Sant'Angelo di Brolo, sulle ceneri delle vecchie cosche sgominate dai colpi inferti dalle forze dell'ordine. Il tribunale ha condannato alle pene più pesanti Sebastiano Bontempo Scavo (17 anni e 8 mesi) e Roberto Marino Gambazza (15 anni e sei mesi). Assolti con formula piena Cesare e Vincenzo Bontempo Scavo, ritenuti i capi dell'omonima cosca ed attualmente detenuti per altra causa, Alfio Cammareri, Vincenzo Sapietro, Calogero Rocchetta, Calogero Marino Granfazza e Francesco Aliano. Accordato il risarcimento dei danni alle parti civili: le associazioni antiracket di Capo d'Orlando, Brolo e Patti, nonché all'imprenditore Giuseppe Letizia.

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