Gli occhi della guardia di finanza sul 118 siciliano

Le Fiamme Gialle hanno acquisito atti e documenti relativi al servizio Urgenze ed Emergenze. Operazione scaturita dopo un decreto di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla sanità

PALERMO. La guardia di finanza ha acquisito atti e documenti relativi al funzionamento del servizio Urgenze-Emergenze (118) in Sicilia. L'operazione è stata avviata dopo il decreto del presidente della Commissione parlamentare di inchiesta su errori sanitari e disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando. 
"L'istruttoria è resa necessaria anche a seguito della denuncia della Corte dei Conti - afferma una nota - e fa riferimento ad una analisi già effettuata da parte della commissione sui dati relativi già acquisiti".    
"La dimensione abnorme dei conti per le casse pubbliche - dice Orlando - il denunciato mancato rispetto di procedure selettive per il reclutamento del personale e per l'acquisizione di beni e servizi, la denunciata assenza di individuazione di meccanismi di controllo e la genericità di convenzioni che avrebbero prodotto sprechi e arbitrii ha imposto il ricorso alla guardia di finanza".    
"Decisione scaturita altresì- aggiunge - dalla vaghezza e dall'imprecisione dei dati forniti dai responsabili Cri e Sise nel corso della audizione tenutasi a Catania dalla Commissione il 12 aprile scorso".     
La guardia di finanza ha avviato accertamenti, tuttora in corso, a Roma presso la Cri nazionale e a Palermo presso la Cri locale e la Sise.

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