Amia, si difende l'ex direttore generale: "Cessione legittima"

Parla così Orazio Colimberti, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo. Insieme all'ex presidente dell'azienda, Enzo Galioto, è imputato per falso in bilancio

PALERMO. "Era legittima la cessione da Amia Spa alla sua controllata Amia servizi srl di immobili e automezzi nel 2005 e dei contratti delle società Pea e Platani che si dovevano occupare della raccolta di rifiuti nel 2006". Così si è difeso l'ex direttore generale dell'Amia, Orazio Colimberti, imputato assieme all'ex presidente dell'azienda, Enzo Galioto, e ad altri membri del cda per falso in bilancio, davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo presieduta da Raimondo Lo Forti. Il testo unico sugli enti locali prevedeva che i Comuni potessero affidare i servizi a società interamente partecipate, senza procedere alle gare d'appalto a privati, a patto che queste aziende svolgessero solo questi compiti. "Amia spa si doveva occupare solo della raccolta dei rifiuti a Palermo - ha spiegato Colimberti - quindi, accogliendo un'idea del Comune, è stata creata Amia servizi srl per cedere le attività e i beni che non poteva più avere la società per azioni". Ma Amia servizi, come ha obiettato il pm Carlo Marzella, aveva però la stessa sede e per un periodo anche lo stesso cda. Inoltre, i dipendenti di Amia servizi erano transitati da Amia spa. "Le plusvalenze in bilancio dovute alle cessioni beni e mezzi a Amia servizi - ha spiegato Colimberti - non incidevano comunque sull'obiettivo da raggiungere per avere dei premi sugli stipendi".  Secondo la tesi dell'accusa, invece, grazie alle fittizie cessioni e a bilanci truccati i dirigenti dell'Amia avrebbero avuto stipendi più sostanziosi per i premi che ricevevano dal Comune di Palermo con presunti risultati raggiunti. Il processo è stato rinviato al 30 settembre. 

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